Budget familiare Aiutano a rendere più semplice e meno onerosa la gestione delle uscite legate alla vita di coppiadi Lucilla Incorvati8 maggio 2026Rispetto a qualche anno fa l’autonomia finanziaria tra coniugi è in aumento e sempre più coppie scelgono di tenere le proprie finanze separate come attesta una recente indagine di Census Bureau, secondo cui la percentuale di coppie che non ha conti correnti contestati è salita al 23% nel 2024 rispetto al 15% del 1996. Ci potrebbe essere una decisa ulteriore spinta se dovesse passare la proposta della senatrice Elena Murelli (Lega) prima firmataria di un disegno di legge che obbliga i datori di lavoro ad accreditare lo stipendio dei propri dipendenti esclusivamente su conti correnti personali non cointestati. Una misura, questa, volta a favorire l’autonomia economica delle donne, limitando anche il fenomeno del gender gapIn famiglia con unico conto si risparmia In realtà di questi tempi cercare di far quadrare i conti il più possibile è una priorità di molte famiglie e proprio il conto corrente condiviso può essere una prima soluzione per ridurre alcune spese di gestione, oltre a mettere a disposizione dei conviventi uno strumento con il quale operare con facilità. Infatti, proprio perché unico, il conto corrente cointestato garantisce facilità di controllo da parte di entrambi del ménage familiare. Va anche ricordato che i cointestatari hanno la possibilità di scegliere tra un conto a firma congiunta o a firma disgiunta. Nel primo caso, qualsiasi pagamento deve essere autorizzato da entrambi e quindi c’è massimo controllo; nel secondo caso, invece, ciascuno è libero di procedere con autonomia, senza dover ricevere la controfirma dell’altro.Come risponde il mercato I conti correnti cointestati rappresentano uno strumento utile per la gestione delle spese comuni e familiari, tuttavia, risultano ancora scarsamente valorizzati dagli istituti bancari. Abbiamo provato a fare una verifica di quante sono le banche che attualmente offrono queste soluzioni con l’aiuto dell’Osservatorio Conti di Segugio.it. Secondo l’analisi, soltanto il 46% degli istituti di credito analizzati consente l’apertura online, spesso senza esplicitare chiaramente questa possibilità nel processo di attivazione. Inoltre emerge un consistente divario nei costi tra i conti correnti online rispetto a quelli offerti allo sportello fisiche. I primi spesso consentono di azzerare alcune spese più facilmente al ricorrere di condizioni, come l’accredito dello stipendio o della pensione, oppure l’età dei titolari è sotto una certa soglia.Secondo i dati elaborati, un conto cointestato online presenta un canone medio annuo di 20,55 euro, rispetto a 48 euro di canone medio annuo per un conto aperto presso una filiale. Il costo del canone annuo in teoria può arrivare a 120 euro l’anno, come per il conto proposto da Mediobanca Premier, che però prevede la possibilità di azzerarlo al ricorrere di specifiche condizioni. Ci vogliono poi almeno 84 euro se si ricorre a Deutsche Bank, e sempre in termini di canone annuo, richiede un esborso di 70 euro il conto corrente di Banca Intesa Xme Conto Silver . Da questo costo è sempre esclusa l’imposta di bollo, che viene addebitata automaticamente al momento dell’emissione dell’estratto conto, solitamente con cadenza annuale, semestrale o trimestrale a seconda del contratto che si è stipulato. Ma il pagamento è dovuto solo se la giacenza media supera i 5mila euro nel periodo rendicontato. In ogni caso nella valutazione di un conto rispetto ad un altro è bene leggere attentamente tutte le condizioni e conoscere cosa è ricompreso e cosa no.L’OFFERTALoading...Oltre il canone A fare la differenza non è soltanto il costo del canone annuo ma ci sono altre voci che possono far lievitare la spesa finale come quelli legati al bonifico o all’emissione delle carte di credito. Per esempio il bonifico, se nella maggioranza dei casi è gratuito, ha un costo di quasi un euro (0,95 euro) in Deutsche Bank, mentre UniCredit e Banca Intesa lo prezzano a 1,20 euro ad operazione. Passando alla commissione richiesta per prelevare il contante praticamente tutti la chiedono nel caso si opti per prelevare da un bancomat di un istituto terzo, con costi non indifferenti. Ad esempio si spendono 2,10 euro a prelievo preso altro istituto con il conto Credit Agricole. Banca Mediolanum non richiede nulla mentre sono in molti a consentirne l’abolizione della condizione a patto che ricorrano alcune condizioni. Ad esempio Revolut richiede l’esborso solo se si superano i 200 euro di prelievo e dopo cinque operazioni nell’arco di un mese. Fineco e Widiba fanno pagare un euro solo se il prelievo è inferiore ai 100 euro. Sono istituti, questi, che non hanno una propria rete di sportelli fisici e dunque chi ha necessità di contante deve rivolgersi altrove. Stesso discorso per chi ha il conto con Ing: essendo anche questo un istituto totalmente “cashless”, per avere contanti si deve optare per gli sportelli di altre banche con la differenza che in questo caso si paga sempre una commissione di 0,95 euro, a prescindere dall’importo prelevato.