L'uscita su Netflix non ancora datata
Giuseppe Kalowski
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TEL AVIV – Lo Stato ebraico, dalle dimensioni così ridotte che quasi si fatica a scorgerlo sulle mappe geografiche, è costretto a vivere in uno stato di guerra praticamente da sempre e, da qualche anno, sotto un pericolo esistenziale sempre più crescente. Sabato scorso lo Stato d’Israele, ma in realtà tutto il popolo ebraico, ha festeggiato il quasi trionfo del cantante israeliano Noam Bettan all’Eurovision Song Contest. Arrivare secondi e sfiorare la vittoria, in un clima assurdo e vergognoso di fischi e boicottaggi da parte della solita Spagna e di altri Stati pregiudizialmente anti-israeliani, è stato percepito quasi come una vittoria morale. Un risultato che ha rafforzato, almeno parzialmente, il popolo ebraico nella sua interezza e che lascia ancora sperare che il mondo possa salvarsi da una nuova ondata di antisemitismo in stile anni Trenta.
In questo stesso clima il 18 maggio è uscita in Israele la quinta stagione di Fauda (11 episodi), una fiction che, quando fu ideata e realizzata, nessuno avrebbe mai immaginato potesse essere superata dalla realtà. Dopo la mattanza genocida del 7 ottobre, Lior Raz, il celebre Doron della serie, ha deciso di cambiare completamente la nuova stagione, che era ormai praticamente conclusa. Lior Raz è abituato a costruire sceneggiature di guerra crude e realistiche, ma il 7 ottobre è stato uno shock anche per chi racconta professionalmente il conflitto. Perché la realtà ha abbondantemente superato qualsiasi sceneggiatura.









