Donald Trump stringe ogni giorno di più la morsa su Cuba. "Benvenuta nei Caraibi, gruppo d'attacco della portaerei Nimitz!" è l'annuncio del Comando meridionale degli Stati Uniti (USSO) che aggiunge che "la portaerei Uss Nimitz, l'ala aerea imbarcata, la Uss Gridley e la Usns Patuxent (T-AO 201) rappresentano la massima espressione di prontezza operativa e presenza, con autonomia e letalità ineguagliabili e un vantaggio strategico".

La portaerei americana viene spostata davanti all'isola caraibica all'indomani della incriminazione di Raúl Castro, l'ex presidente cubano, fratello di Fidel, che a 94 anni è ancora un elemento di spicco del regime castrista, anche se dietro le quinte. L'accusa è di omicidio e cospirazione finalizzata all'uccisione di cittadini americani e nasce dall'abbattimento di due aerei del gruppo di assistenza umanitaria Brothers to the Rescue vicino alle coste dell'isola, nel 1994.

Trump è intervenuto più volte, nel corso della giornata di ieri: "Stiamo liberando Cuba" ha detto, "non ci sarà un'escalation". Il presidente americano si è detto sicuro che i cubani sono con lui, "stanno aspettando questo momento da 65 anni, quindi vedremo cosa succederà, ma nel frattempo dovremo aiutarli. Non hanno alcun modo di vivere. Non hanno cibo, non hanno elettricità, non hanno energia di alcun tipo. Ma hanno persone straordinarie, molte persone straordinarie". Il segretario di Stato Marco Rubio ha promesso aiuti da 100 milioni di dollari, cibo e medicine.