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Mercoledì sera alle semifinali della Champions League femminile asiatica disputata nello stadio di Suwon, in Corea del Sud, buona parte dei tifosi esultava sia quando segnava la squadra di casa sia quando a fare gol era la squadra in trasferta. Il motivo è che era la prima volta dal 2018 che una squadra sportiva della Corea del Nord, il Naegohyang, giocava una partita in Corea del Sud. Poiché non potevano essere presenti tifosi nordcoreani, migliaia di sudcoreani hanno fatto il tifo anche per il Naegohyang, una scena in cui è emerso lo storico desiderio di riunificazione dei due paesi.

Martedì sera a Suwon, una città a circa 30 chilometri a sud della capitale sudcoreana Seul, c’erano quasi 6mila spettatori: un numero notevole per gli standard del calcio femminile sudcoreano e per la forte pioggia sotto la quale hanno assistito alla partita. Alla fine la squadra nordcoreana ha vinto per 2-1 contro la squadra di casa, il Suwon. Giocherà la finale sabato contro il Tokyo Verdy, nello stesso stadio.

I “volontari” che hanno deciso di tifare per la squadra della Corea del Nord erano circa 3mila, fra cui molte persone le cui famiglie vennero divise durante la guerra di Corea fra il 1950 e il 1953 e che hanno parenti di cui hanno perso i contatti in Corea del Nord. L’estremo isolamento imposto dal regime nordcoreano alla popolazione impedisce infatti qualsiasi tipo di comunicazione con l’estero e, tranne in rarissime eccezioni, l’uscita dal paese.