BASSA PADOVANA (PADOVA) - Ha chiamato il 118 per far portare la compagna in ospedale e ai carabinieri ha raccontato che la donna era stata aggredita e picchiata da due sconosciuti fuori da un negozio. Invece a massacrarla di botte, colpendola con una mazza da baseball e delle stampelle e provando a strangolarla, era stato lui stesso. Un pestaggio brutale, che ha costretto la vittima a farsi medicare e che ha portato a galla un calvario di maltrattamenti e violenze patite dalla donna anche mentre era incinta. Il motivo? Secondo quanto finora ricostruito dagli inquirenti, possesso e pretesa di controllo da parte dell'uomo. Lui è stato arrestato e allontanato da casa con applicazione del braccialetto elettronico in attesa dello sviluppo dell'indagine aperta a suo carico.

La chiamata al 118 La vicenda viene alla luce alle 10.30 del 19 maggio, quando un uomo della Bassa Padovana chiama il 118: «La mia compagna sta male, venite a prenderla». Nell'abitazione della coppia arrivano i sanitari: la donna ha vistosi segni di percosse, viene portata al pronto soccorso. I sanitari avvertono i carabinieri, che si presentano nell'abitazione e vi trovano l'uomo. Gli chiedono cosa sia successo. Lui dice che la compagna il pomeriggio precedente era stata picchiata da due sconosciuti fuori da un negozio dove erano andati insieme e che lui stesso li aveva messi in fuga. Poi - sempre secondo il suo racconto - erano tornati a casa e lei soltanto quel mattino, dopo essersi svegliata, aveva percepito i dolori. Una versione poco credibile. Tanto più che nel frattempo in ospedale la donna aveva confessato che quei lividi erano il risultato sì di un pestaggio, ma da parte del compagno. E nemmeno il primo.L'arresto Lo mette nero su bianco davanti ai carabinieri, spiegando di essere stata ferocemente percossa in casa la sera precedente, quando lui l'aveva picchiata con una mazza da baseball e delle stampelle e poi le aveva stretto le mani al collo. In casa sequestrano stampelle e mazza: le prime si erano rotte nella violenza dell'aggressione e alcuni pezzi stavano ancora sul letto. La vittima racconta che le violenze domestiche erano state molteplici nell'ultimo anno, anche mentre era incinta. L'uomo (che aveva già dei precedenti penali) viene arrestato per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minacce aggravate. Il giudice ha poi convalidato l'arresto, disponendo l'allontanamento dall'abitazione di famiglia con braccialetto elettronico in attesa dello sviluppo delle indagini preliminari.Per chiedere aiuto I carabinieri invitano chiunque sia vittima di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica a non esitare a chiedere aiuto tramite il 112 o il numero antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24.