Il 29enne morto dopo il tragico gesto anticonservativo lungo i binari della linea ferroviaria Rivarolo Canavese-Chieri, l’8 maggio 2026, aveva da poco subito una perquisizione domiciliare a casa propria. Abitava poco distante dalla zona in cui ha perso la vita, tra San Benigno Canavese e Bosconero, ed era indagato per violenza sessuale aggravata. Lo si apprende anche dall’esposto che, nei giorni scorsi, i suoi familiari hanno presentato alla procura di Ivrea, con l’avvocato Luca Calabrò. Chiedono di accertare il contesto in cui è maturata la tragedia. Saranno i magistrati a dover eventualmente chiarire le modalità della perquisizione e l'eventuale correlazione con il tragico gesto, se gli inquirenti riterranno di dover approfondire la questione.Il precedente In passato, l’uomo era già stato rinviato a giudizio per aver divulgato senza autorizzazione le foto intime di una ragazza. Il processo era in corso e non c’era ancora stata la sentenza. Per la nuova indagine, i carabinieri cercavano il telefono dell’uomo per capire se al suo interno ci fosse materiale utile all’inchiesta. Dove e come chiedere aiutoParlare di gesto estremo non è semplice. Se stai vivendo una situazione di emergenza puoi chiamare il 112. Se sei in pericolo o conosci qualcuno che lo sia puoi chiamare il Telefono Amico al numero 02 2327 2327 (servizio attivo tutti i giorni dalle 10 alle 24) oppure puoi metterti in contatto con loro attraverso la chat di Whatsapp al numero 345 036 1628 (servizio attivo tutti i giorni dalle 18 alle 21). Altrimenti puoi rivolgerti a Samaritans Onlus al numero 06 77208977 (costi da piani tariffari del tuo operatore), un servizio attivo tutti i giorni dalle 13 alle 22.Continua a leggere le notizie di TorinoToday, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp