Perquisizioni domiciliari e informatiche a seguito di una denuncia per accessi abusivi ai computer in uso ai magistrati. Le ha eseguite la Procura di Milano, d’intesa con il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, durante il mese di marzo nell’ambito di una indagine sulle presunte violazioni dei pc di pubblici ministeri e giudici tramite il sistema Ecm, installato sui dispositivi del ministero della Giustizia. “Tali accessi – si legge in una nota del procuratore Marcello Viola – risultano concentrati nel distretto giudiziario di Torino”, a cui appartengono tre tecnici che risultano indagati.

Si tratta di uno sviluppo di un’inchiesta nata da un approfondimento giornalistico di Report. Il fascicolo è stato aperto venerdì 24 gennaio, dopo un esposto del ministero presentato all’indomani dell’anticipazione di giovedì della puntata e prima della messa in onda di domenica 25 gennaio. Con l’esposto firmato dal capo dipartimento Antonella Ciriello, il Ministero ha trasmesso alla Procura anche il carteggio intercorso con gli uffici di Torino nel biennio 2024-2025. In questo modo ha di fatto individuato Milano come ufficio competente, prospettando il gip del tribunale di Alessandria Aldo Tirone come “parte offesa” dell’intrusione: nei casi in cui la persona offesa sia un magistrato in servizio in un ufficio del distretto torinese – come l’Ufficio gip del tribunale di Alessandria – la competenza spetta infatti alla Procura di Milano. Tirone è il magistrato che aveva mostrato a Report, con l’ausilio di un tecnico ministeriale, come ci si potesse introdurre nei pc.