SpaceX è pronta all’approdo in Borsa. L’azienda aerospaziale di Elon Musk ha depositato il prospetto necessario per quotarsi al Nasdaq. La data cerchiata sul calendario è il 12 giugno. A Wall Street la società cardine dell’impero del miliardario punta a una raccolta di oltre 75 miliardi di dollari, spuntando così una valutazione di almeno 1.750 miliardi di dollari. Tradotto: l’Ipo più grande della storia. Che può superare di gran lunga quella di Saudi Aramco risalente al 2019. La compagnia petrolifera saudita era riuscita a raccogliere 29,4 miliardi di dollari. Ma già il prospetto di SpaceX alla Securities and Exchange Commission è da record: 277 pagine contro le circa 200 abituali nelle Ipo. Nessun target di raccolta svelato, tanto meno il valore o il numero di azioni che l’azienda vuole vendere. Dai dati, comunque, si rileva come l’anno scorso SpaceX ha registrato circa 18,7 miliardi di dollari in ricavi, in aumento del 33% rispetto al 2024. Numeri frutto soprattutto dei risultati dei satelliti Starlink (gli abbonati al servizio sono raddoppiati, a quasi 9 milioni, in un anno). Al contempo, però, salgono le perdite a 4,94 miliardi di dollari. Un buco ampliata dai 12 miliardi di dollari investiti sull’intelligenza artificiale dal gruppo che ha anche assorbito la startup xAi – da lì, la valutazione è arrivata a 1.250 miliardi –. L’assetto societario e i maxi bonus di Musk La spesa per chip e altri componenti per l’Ai è proseguita nei primi tre mesi del 2026. Un periodo in cui SpaceX ha registrato una perdita di ulteriori 2 miliardi. Nel prospetto si mette in chiaro la struttura azionaria, dove sono previste due classi di azioni, A e B. Quest’ultime assegnano 10 voti ciascuna e saranno la leva con cui Musk manterrà il controllo della società (pur possedendo il 12,3% del capitale ordinario). Già oggi queste azioni gli garantiscono l’85% del diritto di voto in assemblea. Il che implica il fatto che sia impossibile rimuovere Musk dal ruolo di amministratore delegato o presidente soltanto con il voto favorevole della maggioranza delle azioni B. Nel documento, peraltro, ci sono anche i maxi-bonus azionari che il patron di Tesla può ricevere se venissero raggiunti alcuni obiettivi.