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Stefano Agnoli

I motori dei Boeing 747, smontati, ripuliti e revisionati, vengono utilizzati per alimentare i data center per l’Intelligenza artificiale: per le turbine a gas industriali di nuova generazione liste di attesa fino a 7 anni

C’è un Boeing 747 che non volerà mai più. I suoi quattro motori, ognuno capace di sviluppare una spinta pari a quella di centinaia di automobili, sono stati smontati, ripuliti, revisionati pezzo per pezzo. Poi rimontati, ma non su un’ala d’aereo. Su una piattaforma a terra, collegati a un generatore, pronti ad alimentare un data center per l’artificial intelligence da qualche parte nel Midwest americano. L’azienda che li ha trasformati si chiama ProEnergy. La turbina che ne è uscita produce 48 megawatt, abbastanza per 40 mila famiglie, o per migliaia di server che addestrano modelli di intelligenza artificiale.

L’economia delle turbine «aeroderivative»Benvenuti nell’economia delle turbine «aeroderivative»: uno dei mercati più insoliti nati dall’incrocio tra la rivoluzione dell’Ai e la fame di energia elettrica dei data center. Che spuntano come funghi e che non possono contare sull’intermittenza delle energie rinnovabili, su semplici batterie e sull’affidabilità delle reti di trasmissione elettrica per avere la garanzia di restare in attività h24.