Un gusto alla frutta. Magari scelto per cambiare abitudine. Una novità che potrebbe aver innescato una reazione allergica letale. Un'ipotesi che potrebbe spiegare quanto avvenuto al ragazzino di 16 anni di Casoria (Napoli), deceduto sabato scorso dopo aver mangiato un gelato insieme agli amici, prima di tornare a casa. Nella giornata di ieri, mercoledì 20 maggio, è stata eseguita l'autopsia disposta dalla Procura, ma serviranno alcuni giorni per conoscere i risultati degli esami tossicologici e delle analisi sui campioni prelevati dallo stomaco del ragazzo e sulle vaschette sequestrate nella gelateria.Il gelato e il malore fataleIl 16enne, allergico alle proteine del latte, sarebbe morto per uno choc anafilattico fulminante, che non ha dato modo al giovane neanche di arrivare in ospedale. Come confermato dall'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, il ragazzo conosceva benissimo la sua allergia ed era solito prendere gusti che solitamente non contengono latte e derivati, come limone o fragola. Sabato però potrebbe aver aggiunto il gusto melone.Secondo il legale, il giovane avrebbe chiesto esplicitamente se quel gusto contenesse sostanze pericolose per lui, ricevendo una risposta negativa. "Il titolare della gelateria - ha spiegato Petruzzi al Corriere della Sera - sostiene invece che il ragazzo il melone lo avesse già preso altre volte. Gli amici sostengono che non lo prendesse mai, mentre il proprietario riferisce il contrario. Ma il punto centrale è un altro: lui si è affidato a ciò che gli è stato detto".Le indagini sugli allergeni"Era un 16enne pienamente cosciente della propria allergia - ha aggiunto ancora il legale -, ma proprio per questo si fidava delle informazioni ricevute. Non si può morire così, a sedici anni, per un gelato". L'avvocato ha poi voluto chiarire un punto in merito alla patologia del giovane: "Lattosio e proteine del latte non sono la stessa cosa". Nei gelati alla frutta, di norma, non ci dovrebbero essere proteine del latte, ma al momento gli inquirenti non escludono l'ipotesi di un errore o di una contaminazione accidentale in laboratorio. Gli investigatori stanno accertando la presenza della tabella obbligatoria sui prodotti allergenici, oltre a ricostruire il dialogo e la dinamica che ha portato alla tragedia. "La famiglia aspetta risposte dalla magistratura", ha concluso l'avvocato. "Aspetta i risultati scientifici, le analisi, le perizie. Aspetta soprattutto una verità granitica. Abbiamo piena fiducia nell'operato della Procura del Tribunale di Napoli Nord e aspettiamo con ansia gli esiti delle indagini".