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Gennaro Scala

Ieri l'autopsia sul corpo del ragazzo, serviranno alcuni giorni per i risultati. Ma i suoi amici raccontano che quella sera avrebbe chiesto di provare quel gusto, diverso da quelli che abitualmente sceglieva perché senza lattosio

A volte il destino ha il colore innocente dell’estate. Come un gelato al gusto melone. La chiave della tragedia di Adriano D’Orsi potrebbe essere tutta lì: in quel cono ordinato sabato sera in una gelateria di Casoria, in un gusto scelto forse per cambiare abitudine, forse solo per curiosità. L’autopsia disposta dalla Procura di Napoli Nord è stata eseguita ieri. Ma serviranno giorni per conoscere i risultati degli esami tossicologici e delle analisi sui campioni prelevati dallo stomaco del ragazzo e sulle vaschette sequestrate nella gelateria. Adriano, 16 anni, allergico alle proteine del latte, sarebbe morto per uno choc anafilattico fulminante. Troppo rapido perfino per arrivare in ospedale.

Eppure Adriano quella sua allergia la conosceva bene. La maneggiava come si maneggiano le cose serie quando si cresce troppo presto: con attenzione, quasi con disciplina. Era cliente abituale della gelateria. Sapeva quali gusti poteva mangiare: fragola e limone, quelli che — di solito — non contengono latte né derivati. Sabato però, raccontano gli amici, qualcosa è cambiato. Accanto ai gusti di sempre avrebbe chiesto anche il melone. Un dettaglio. E forse decisivo.