Dopo l’autopsia, ora le analisi si soffermano sui gusti dei gelati consumati da Adriano D’Orsi, il sedicenne di Casoria morto sabato sera per uno choc anafilattico fulminante dopo aver consumato un cono al melone nella gelateria «Malibù» il cui titolare ha ricevuto un avviso di garanzia per omicidio colposo. Ed è bene precisare che l’avviso di garanzia è un atto dovuto per consentire all’indagato di nominare un consulente di parte per l’esame autoptico, a cui ha preso parte anche il medico Ciro Scogliamiglio, nominato dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della mamma di Adriano.

I primi risultati dell’autopsia indicano come causa di morte del sedicenne il soffocamento fulmineo causato dalla presenza di liquidi nei polmoni. Cosa abbia provocato tutto ciò, potrebbe essere chiarito dagli esami tossicologici dei campioni prelevati nel corso dell’autopsia. Ed essendo analisi complesse, le risposte potrebbero arrivare tra i trenta e i quaranta giorni, ma anche di più in caso di una richiesta da parte degli specialisti incaricati dalla procura. Le analisi Nel frattempo le indagini proseguono. Ieri mattina i carabinieri, su disposizione del pubblico ministero José Criscuolo della procura di Napoli Nord diretta da Domenico Airoma, hanno prelevato campioni di gelato al limone, fragola e melone, sequestrati sabato sera, per essere sottoposti ad analisi accurate. L’obiettivo è verificare se c’è stata, seppure in modo involontario, una contaminazione del latte finito in uno dei gusti. Proprio su questo aspetto puntano le indagini difensive. Adriano morto dopo aver mangiato il gelato, l’ipotesi: contaminazione da latteAd iniziare da un’intervista videofilmata al titolare della gelateria, rilasciata a un videomaker e mai andata in onda, ma arrivata all’avvocato Petruzzi che ha chiesto di acquisirla agli atti, scatenando la reazione del legale del titolare della gelateria che ha preannunciato un esposto all’ordine degli avvocati. «Espone il mio assistito alla gogna mediatica», sostiene l’avvocato Ernesta Siracusa. Petruzzi, interpellato, chiarisce: «Adriano era un ragazzo più che cosciente e consapevole totalmente dei suoi problemi di allergia. Sapeva bene a cosa andava incontro in caso di ingestione del latte. Controllava con la massima attenzione le etichette e le tabelle di allergeni, che per legge devono essere messe in bella vista. In quella gelateria – continua Petruzzi – prendeva solo i gusti al limone e fragola. I suoi due amici, involontari testimoni di una tragedia più grande di loro, sostengono che non prendeva mai il gusto al melone, come invece ha affermato il titolare della gelateria». I funerali Secondo quanto accertato nelle indagini difensive, quando gli è stato proposto il gusto al melone, Adriano ha chiesto se contenesse latte, e avuta la risposta rassicurante che quel gusto non contenesse latte, ha acquistato l’ultimo gelato della sua vita. «I genitori di questo povero ragazzo hanno la massima fiducia nella magistratura, dalla quale aspettano di ricevere risposte e verità “granitiche” per avere giustizia e dare così un senso alla morte di un figlio, un bravo ragazzo, che vedeva il suo futuro nella divisa di comandante di una nave». Morto dopo aver mangiato un gelato, domani al Santuario di San Benedetto i funerali di Adriano D'OrsiQuella di oggi sarà un’altra giornata difficile per i genitori, i famigliari di Adriano e per tutta la città di Casoria. Alle 15 si terranno le esequie del sedicenne nel santuario di San Benedetto, dove Adriano D’Orsi frequentava l’oratorio e dove tutti, affranti dal dolore, lo ricordano come un ragazzo gentile, premuroso e dalla risata coinvolgente. E invece sarà un pomeriggio di lacrime e disperazione per il suo addio.