Dallo scatto in bianco e nero delle donne finalmente chiamate alle urne il 2 giugno del 1946 a quello a colori di Samantha Cristoforetti, con il casco tra le mani, pronta a partire per una missione nello spazio. In mezzo un lungo cammino, non ancora concluso, fatto di lotte e conquiste per il riconoscimento dei diritti delle donne. Seguito sempre, passo passo, dai cronisti e dai fotoreporter dell’ANSA, nata proprio 80 anni fa, pochi mesi prima del voto che cambiò la storia del paese. La mostra 'Le donne della Repubblica. Ottant'anni di conquiste nelle cronache dell'Ansa 1946-2026', che verrà inaugurata il 28 maggio alla Camera dei Deputati, racconta tutto questo, nel modo più immediato possibile: le immagini. “Le donne ci sono sempre state, nei nostri testi e nelle nostre fotografie – spiega il direttore dell’ANSA Luigi Contu – ma spesso come comprimarie di una narrazione che aveva altri protagonisti al centro. La mostra ribalta questa prospettiva. Le donne sono il soggetto, non il contorno. Alcuni volti sono celebri, altri quasi dimenticati. Tutti meritano di essere visti e ricordati oggi'.

E allora le foto del ricchissimo archivio della prima agenzia di stampa italiana raccontano i traguardi raggiunti da donne famose ma anche i momenti di svolta tracciati da ragazze qualunque che hanno deciso di dire no, cambiando la storia del paese, come Franca Viola che rifiutò il matrimonio riparatore aprendo la strada ad un lungo dibattito culminato dell’abolizione di quell’articolo dal codice penale. E poi ancora le bellissime immagini in bianco e nero delle 21 donne costituenti. Ventuno su 556, che riuscirono però ad imporsi affinché l’articolo 3 della Costituzione contenesse quella frase, legata al principio di eguaglianza, “senza discriminazione di sesso”. E i volti della prima sindaca, della prima magistrata e della prima poliziotta. Tanti i primati raggiunti negli anni in politica come nelle istituzioni, non senza fatica. Accanto ai loro volti i momenti di lotta e protesta, le prime manifestazioni delle donne in piazza per rivendicare il diritto al divorzio e all’aborto e quelle delle ragazze di oggi, contro i femminicidi, con gli striscioni che gridano 'non voglio essere coraggiosa, voglio essere libera'.