Spedizioni extra UeA partire dal mese di luglio è previsto il dazio comunitario da tre euro che, però, restituisce al Paese membro il 25% (in pratica, per ogni mini-pacco, 0,75 centesimi)di Lorenzo Pace21 maggio 2026Con il decreto fiscale, convertito in legge mercoledì, il governo ha preso tempo per la tassa sui mini-pacchi in arrivo dai Paesi extra-Ue. Adesso, l’entrata in vigore del contributo da due euro è prevista per il mese di luglio, proprio quando verrà introdotto il dazio europeo da tre euro. Le spedizioni “colpite” saranno le stesse, cioè quelle dal valore inferiore ai 150 euro.Da Confetra, la Confederazione generale italiana dei Trasporti e della Logistica, è arrivato - senza giri di parole - l’invito per l’esecutivo di fare un passo indietro: «La tassa da 2 euro sarebbe un autogol, perché comporterebbe un calo del 50% del traffico». Per spiegare il motivo, vengono posti due scenari tra luglio e novembre 2026.Il primo scenario: resta la tassa italianaIl primo è quello che potremmo definire attuale, cioè se la situazione dovesse rimanere come è prevista. Mantenere la tassa da due euro sui minipacchi dai Paesi extracomunitari potrebbe essere controproducente per Confetra: «Quando si introducono misure unilaterali su fenomeni globali - ha spiegato il direttore Andrea Cappa agli Stati generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - il rischio concreto è quello di spostare i traffici altrove, senza raggiungere gli obiettivi dichiarati».Se l’Italia diventa più cara, è la tesi della confederazione, i corrieri spostano i voli cargo in Germania, Belgio o Olanda, per poi portare le merci nel Paese via camion. In numeri, vorrebbe dire che l’Italia perde il 50% dei traffici (come già sperimentato nei primi due mesi del 2026 prima del rinvio della norma) e lo Stato incassa in totale 70 milioni di euro, di cui solo 51 milioni di euro per la tassa italiana.Secondo scenario: niente tassaScenario due. Va spiegato, in primo luogo, che il dazio europeo prevede che il 75% dell’introito vada al bilancio comunitario e che l’altro 25% sia trattenuto dagli Stati membri a titolo di rimborso per le spese di riscossione. In pratica, ogni minipacco in arrivo da Paesi esterni all’Ue produrrà un gettito da 0,75 centesimi al posto dei due euro previsti dalla tassa italiana. L’altro euro e 25 centesimi, quindi, andrebbe compensato per altra via.
Tassa sui minipacchi da luglio (insieme al dazio europeo). Confetra: «Così perdiamo metà del traffico»
A partire dal mese di luglio è previsto il dazio comunitario da tre euro che, però, restituisce al Paese membro il 25% (in pratica, per ogni mini-pacco, 0,75 centesimi)






