Da tanto tempo ci chiediamo se esistano, ma se in realtà gli alieni fossero già tra di noi? È da questa premessa che parte il nuovo attesissimo film di Steven Spielberg Disclosure Day. Il “giorno della rivelazione” arriverà in sala dal 10 giugno e il regista americano lo racconta in esclusiva nel servizio di copertina del Venerdì in edicola domani a un intervistatore d’eccezione: Alberto Angela. Dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo, La guerra dei mondi ed E.T., Spielberg torna su uno dei suoi argomenti preferiti, gli extraterrestri, con una storia che mescola cospirazionismo, insabbiamenti governativi e misteri. E che, forse, non è solo fantasia: «Penso sia matematicamente e scientificamente impossibile che siamo l’unico organismo biologico nel cosmo» spiega il regista.
In collegamento video - Alberto Angela da Roma e Steven Spielberg da New York - hanno parlato a lungo di come la passione, per entrambi, per la fantascienza derivi dai rispettivi padri. E alla domanda sulle eventuali conseguenze sociali e tecnologiche della scoperta di vita aliena, Spielberg assicura che «sarebbe una svolta enorme e aprirebbe certamente la mente delle persone all’idea che la razza umana possa non essere il centro dell’universo conosciuto. Un “disclosure day, avrebbe implicazioni rivoluzionarie».









