Esprimo gratitudine per le cure ricevute alla Casa di Comunità Navile, dal personale Infermieristico e dagli operatori sanitari dell’Ambulatorio 112, per una ferita complessa alla caviglia. La perizia con cui hanno gestito la cura mi ha permesso di ottenere risultati concreti in tempi brevi. L’umanità, la capacità di ascolto e il supporto morale sono doti fondamentali. Un esempio d’eccellenza della sanità territoriale.

Gigliola Martignani

Risponde Beppe Boni

Sono spesso le lamentele a tenere banco nel campo della sanità. Le mancanze esistono ma sono nettamente inferiori agli aspetti positivi, soprattutto per quanto riguarda la preparazione e la disponibilità di medici, infermieri e operatori sanitari. In Emilia Romagna presentano più ombre le scelte politiche che, per esempio, collaborano con il settore privato col freno a mano inserito. Ma questa è un’altra storia. Una lettrice loda la competenza e l’assistenza della Casa di comunità del Navile e questo fa piacere e rassicura chi ha qualche dubbio sul funzionamento di queste strutture.

Certo, non sempre le cose vanno per il verso giusto nei Cau dove si incrociano luci e ombre, ma se la politica sanitaria si impegna la situazione è migliorabile. Le opinioni e le recensioni degli utenti spalmate sui social network, raccolte online e sui canali locali, si dividono generalmente tra l’apprezzamento per i nuovi spazi e le critiche per le tempistiche di attesa. La Casa di comunità del Navile serve l’intero quartiere e riunisce in un unico polo Cup, ambulatori specialistici (cardiologia, dermatologia, oculistica), prelievi e servizi pediatrici. Qualcuno lamenta file eccessive agli sportelli del Cup. Giriamo la segnalazione ai vertici sanitari. Con un pizzico di buona volontà si può migliorare.