Ministro Antonio Tajani, i video di Ben Gvir che effetto le hanno fatto?
Sono indignato. Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri, persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza e che non sono terroristi – risponde il titolare degli Esteri -. Una cosa è mantenere un blocco navale, un’altra ben diversa è mettere in discussione la dignità e la sicurezza delle persone. Mi dispiace soprattutto per il popolo di Israele, che non merita un ministro come Ben Gvir. L’Italia comunque chiede conto di quanto è accaduto al Governo israeliano.
Lei ha fatto convocare l’Ambasciatore, non è la prima volta: si è arrivati a un punto di rottura che giustifichi scelte più forti sui rapporti Italia-Israele?
Non credo che si debba fare una gara a chi compie il gesto più spettacolare. Per noi però è stata superata una “linea rossa”. Credo che si debba far capire con la massima chiarezza ai nostri interlocutori israeliani che episodi come questo accentuano l’isolamento di Israele anche nei confronti dei Paesi più amici. Valuteremo il nostro atteggiamento politico. Valuteremo cosa fare anche in Europa. Anche chi non condivide e considera provocatorie le campagne delle flottiglie, non può tollerare che cittadini non armati vengano trattati in questo modo. All’Ambasciatore che abbiamo convocato ieri abbiamo detto che il Governo italiano esige che Israele garantisca l’incolumità fisica e il rimpatrio immediato di tutti i civili fermati dalle forze israeliane.






