Che Saliou Niang il prossimo anno vada nella Ncaa non è più un segreto. Sal, secondo i media a stelle e strisce, ha rotto gli indugi. Non lascerà la Virtus subito, è chiaro, ma ha scelto l’ateneo. Lo voleva Arizona State, lo avrebbe voluto la prestigiosa Ucla che fu del santone John Wooden, tenendo a battesimo Lew Alcindor (che poi sarebbe diventato Karim Abdul Jabbar) e Bill Walton. No, Niang senior volerà a Baton Rouge, sede di Lsu, ovvero Louisiana State University. Il legame con l’Italia è doppio perché il cognome del magnifico rettore, John V. Lombardi, tradisce evidenti origine nostrane. Nell’università di Baton Rouge, oltre a un contratto principesco – si parla di 7 milioni di dollari, cifra che mette fuorigioco non solo la Virtus, ma anche i più ricchi club di Eurolega – Saliou dovrà confrontarsi con un corpo studentesco formato da 25.000 anime.
La mascotte di Lsu è Mike The Tiger. Ma l’aspetto più affascinante è che Sal giocherà nell’impianto intitolato a Pete Maravich (più di 13.000 posti), scomparsa a 40 anni e soprannominato Pistol Pete. Maravich scelse Lsu perché il coach era il padre. Ma non voleva protezione: Pete segnava, nella seconda metà degli anni Sessanta, quasi 50 punti a partite. Cifra spaventosa anche perché il tiro da tre non c’era. Tiratore sopraffino: Sal cercherà di prendere esempio da Pistol Pete.










