Il campetto di basket dietro casa e un pallone sottobraccio con il tempo scandito da una retina che si muove. Le ore passate sotto il sole di una qualsiasi domenica d’estate hanno alimentato il desiderio costante di farsi spazio nel mondo dei grandi. «Le nostre partitelle finivano sempre con una vittoria per Saliou. Oggi voglio la mia rivincita, ma in Serie A». Mandello del Lario, provincia di Lecco. A pochi passi dal lago, il piccolo Cheickh si innamora della pallacanestro. Una passione che ispira i fratelli Niang e che oggi li spinge a rincontrarsi, seppure da avversari sui campi più importanti d’Italia. E poi ci sono mamma e papà. Originari del Senegal, hanno deciso di trasferirsi in Italia nel 2006. Da Dakar a Mandello del Lario per crearsi una nuova vita. In una realtà totalmente differente. Non arrivano tutti insieme: prima la madre, poi il padre. Che per pagare le prime bollette guidava camion. Il presente è Trento e il prossimo passo è l’esordio nel massimo campionato a 17 anni. Nello stesso palazzetto in cui Saliou si è fatto grande agli occhi degli altri. E del mondo intero. Con un Europeo da protagonista e una chiamata al Draft Nba.

Ad accompagnarli un numero 7 sulle spalle che intreccia aneddoti e legami speciali. «Essere in Serie A è un sogno che si avvera», racconta Cheickh al Corriere. «Io e Saliou indosseremo lo stesso numero di maglia. Oggi siamo avversari (Saliou gioca nella Virtus Bologna), ma l’obiettivo è giocare insieme».