È stato travolto dai fischi nella ‘sua’ Pesaro per un gesto. L’altra sera nel finale di partita, Giovanni Tomassini ha imitatto Steph Curry col suo ‘night night’ dopo uno dei canestri più importanti della partita, facendo però imbufalire i novemila tifosi della Vitrifrigo Arena che non gli hanno risparmiato i fischi. Il capitano riminese, però, non ha aveva alcuna intenzione di irridere il pubblico riminese con quel gesto. Tutt’altro. Era solo un’esultanza dopo un canestro decisivo, in una gara5 dei playoff e nel finale di una partita intensa. È lo stesso Tomassini a chiarire. "Il gesto di martedì sera è stato istintivo – dice il capitano della Rinascita – fatto di frustrazione derivante da diversi fattori che ovviamente uno sportivo professionista dovrebbe riuscire a gestire ma che, chiaramente, l’altra sera non sono riuscito a gestire come avevo fatto nelle altre occasioni. Le emozioni e le tensioni mi hanno giocato un brutto scherzo – ammette Giovanni –. Ho cercato di chiarirmi con alcuni tifosi, che sono anche amici, spiegando che anche per me, che di solito esulto pochissimo, poterlo fare è anche un segno di rispetto verso la mia tifoseria e la società per la quale gioco, ma ovviamente ci sono modi e modi. E quello di martedì sera era evitabile. Dispiace, anche perché non ho mai avuto alcun sentimento negativo né di rivincita verso la Vuelle, la società che mi ha cresciuto, e verso i tifosi che mi hanno sostenuto da giovane, molti dei quali poi sono diventati miei amici. Non era mia intenzione mancare di rispetto". Continua a leggere tutte le notizie di sport su