di
Marco Bonarrigo
Marcell Jacobs ha ritrovato prestazioni e fiducia al meeting di Savona e svela un retroscena sulla separazione dal vecchio coach : «Il 10''01 è un punto di partenza, ho ritrovato il fuoco dentro»
SAVONA Quanto tempo è passato? Otto mesi dagli ultimi 100 metri, quelli della malinconica eliminazione in semifinale ai Mondiali di Tokyo, del «non so se ha senso continuare a soffrire così» che lasciava intendere una carriera al capolinea dopo infortuni a catena e prestazioni imbarazzanti. Due anni dall’ultima gara in Italia, il blitz al Golden Gala del 2024 improvvisato tra un’andata e ritorno dalla Florida dove aveva messo su casa per dimenticarsi della Roma dove si era perso.
Marcell Jacobs ha deciso di ripartire ieri dal pistino della Fontanassa, sulle colline di Savona, in quel meeting formato famiglia inventato da Marco Mura dove cinque anni fa esplose con il 9”95 del record italiano. Arrivato al campo tre ore prima della gara, Marcell è rimasto a lungo sul lettino dei massaggi e si è riscaldato il minimo sindacale prima di batteria e finale: tre rettilinei in allungo al rallentatore, tre andature di pochi passi senza scarpe chiodate, tre partenze dai blocchi, avvolto in una pesante tuta nera e con maxi-cuffie alle orecchie. Poi la chiamata ai blocchi con la divisa delle Fiamme Oro che non indossava da secoli.










