di
Gino Pagliuca
Dal 2015 anche zone come Brera e Porta Nuova hanno fatto fatica a pareggiare il conto con l’aumento del costo della vita
Anche a Milano la casa non sempre difende dall’inflazione. Torniamo su un argomento di cui abbiamo già scritto qui approfondendo la questione con un’analisi sulle quotazioni del capoluogo lombardo. Perché proprio Milano? per due ottime ragioni: la prima è che tra le grandi città è senza dubbio quella in cui il mercato immobiliare ha registrato l’andamento migliore nel tempo, la seconda è la possibilità di effettuare un confronto a livello di quartieri cittadini nell’arco di un trentennio poiché disponiamo di una base dati costante nel tempo, e cioè il Borsino immobiliare gestito dalla Camera di commercio.
Il confronto a 30 anniAbbiamo condotto un confronto a 30, 25, 20, 15 e 5 anni scegliendo 6 zone: una centrale, Brera, due semicentrali, Repubblica Porta Nuova e Solari Napoli, e infine tre periferiche: Baggio, Gratosoglio e Salomone Bonfadini (Ponte Lambro). Il confronto è effettuato tenendo come base di calcolo la quotazione massima di zona per le abitazioni usate di oltre 10 anni.










