Pubblicato il: 21/05/2026 – 8:00
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA Quattro ragazzi calabresi che camminano tra le startup di San Francisco, nella città che ha dato i natali a Google, Apple e Meta. Non è un sogno, ma la realtà che l’associazione “L’Oro di Calabria” sta costruendo, un tassello alla volta, per dimostrare che fare impresa e innovazione dal Sud non è un’utopia. Il motto scelto dall’associazione è volutamente al presente: non «si può fare», ma «si può già fare». E ora anche l’Europa lo dice.L’occasione è stata la terza e ultima tappa di Xpitch, lo speciale palcoscenico per le startup calabresi e i possibili investitori, che ha visto protagonista l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dopo gli appuntamenti negli altri due atenei della regione, a Cosenza e a Catanzaro. La notizia più attesa è arrivata in un videomessaggio trasmesso in sala: il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto ha annunciato il patrocinio ufficiale dell’Ue alla Summer School di “L’Oro di Calabria”, dopo aver incontrato nei giorni scorsi a Bruxelles i vertici dell’associazione. «Sono con voi per dirvi che l’Europa è pronta a fare la sua parte», ha assicurato Fitto. «Lo sta già facendo con progetti volti a favorire le molte regioni dell’Unione europea. Si tratta di saper cogliere le opportunità e di sfruttarle. Per questo mi impegno a far crescere questa vostra iniziativa, a far sì che possiate avere nella Commissione europea un interlocutore attento e disponibile. Andate avanti: potete e dovete farcela. Si può già fare».Il vicepresidente ha poi inquadrato l’iniziativa in una cornice più ampia. «Le regioni che soffrono un ritardo rispetto ad altre aree del Paese, pur tra mille difficoltà, mostrano oggi un’inversione di tendenza», ha spiegato. «Sono un segnale della caparbietà di realizzare un futuro diverso per i ragazzi del meridione: l’idea, cioè, che attraverso l’impegno è possibile realizzare il sogno senza dover necessariamente spezzare le radici. Restare o andare deve essere una scelta, non una necessità».È questa la filosofia del programma “Right to Stay”, su cui Fitto sta lavorando in sede europea: un piano per creare condizioni favorevoli nelle aree svantaggiate del continente e consentire ai giovani di restare nei luoghi d’origine. “L’Oro di Calabria” è il vettore attraverso cui le tre università calabresi partecipano al programma con un loro progetto.











