La cura del “dente cariato” deve essere condivisa con il territorio e votata al mantenimento di un interesse pubblico. Sono queste le richieste che arrivano dal municipio I, in merito a uno dei progetti di rigenerazione urbana più attesi nel centro.Il bando rivolto agli operatori privatiL’edificio, da decenni in stato di abbandono, affaccia sulla stazione Termini e quindi trovandosi un un’area fortemente attraversata, rappresenta un pessimo biglietto da visita. Il comune ha già avviato, nel marzo del 2026, una consultazione preliminare di mercato finalizzata all’individuazione di un operatore economico. E’ rivolta però esclusivamente ai privati e non prevede alcuna forma di coinvolgimento della cittadinanza, dell’associazionismo, degli enti del Terzo Settore. La tempistica con cui realizzare l’intervento è in linea con quanto aveva previsto l’assessore al patrimonio, Tobia Zevi, che aveva dichiarato l’obiettivo di arrivare a “a un progetto assegnatario entro la fine della consiliatura”. Non è però in linea con le attese maturate.La richiesta di coinvolgimento del territorioSulla questione nel parlamentino di via della Greca sono stati depositati due atti. Uno proviene dall’opposizione e, specificatamente, dalla consigliera pentastellata Federica Festa. L’altro è invece stato firmato dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Federico Auer. Entrambe rivendicano l’esigenza di avviare un confronto con il territorio che, nel caso della pentastellata, viene declinato in riferimento al regolamento capitolino in vigore dal 2006. L’esigenza rappresentata è però la stessa e, nel caso del consigliere di centrosinistra, è accompagnata all’intenzione di legare la riqualificazione all’interesse pubblico.“E’ importante che gli interventi di rigenerazione urbana della città, necessari e opportuni, tengano sempre conto dell’utilità pubblica dell’intervento che si va a realizzare per garantire che l’operazione sia ben vista dalla cittadinanza” ha spiegato Auer che, nell’atto, ha riportato in positivo l’esperienza di ristrutturazione dell’ex Mattatoio, realizzata con fondi pubblici: un esempio che “sta portando a una vera rigenerazione urbana con importanti funzioni a servizio della città”.L'intenzione di realizzare una rigenerazione d'interesse pubblicoIl tema della riqualificazione, era già stato avanzato nel 2023 dal consigliere municipale Niccolò Camponi (PD). “Avevamo richiesto, in previsione del Giubileo, una sistemazione di massima dell’edificio, poi ripresa in campidoglio dalla consigliera Antonella Melito, ed è avvenuta attraverso la rimozione delle insegne abusive e la sigillatura dei locali. In più avevamo chiesto di avviare un progetto di riqualificazione generale”. Da quest’istanza ha preso le mosse il Campidoglio, con un atto della giunta Gualtieri.“Ci fa piacere che l’assessore al patrimonio Tobia Zevi abbia preso in carico la questione della rigenerazione urbana del dente cariato. Tuttavia l’idea che sia il privato, con un investimento da 30 milioni di euro, a ricostruire i sei piani dell’edificio – quella era l’altezza originaria – lascia perplessi. Il rischio – ha riconosciuto Camponi – è che si arrivi a fare uno studentato di lusso, come a San Lorenzo. Al contrario quelle risorse possono essere individuate nel bilancio capitolino per realizzare un intervento che sia d’interesse pubblico. E se deve essere uno studentato – ha aggiunto il consigliere democratico – lo si faccia insieme alla Sapienza, a prezzi calmierati per chi andrà ad alloggiarvi”. Il modello perseguito agli ex mercati generali, citato nell’atto portato in consiglio dal centrosinistra municipale come caso negativo che “ha presentato criticità”, all’Esquilino, non troverebbe la sponda del centrosinistra locale.