Primarie in tutti i municipi in cui deve essere ancora individuato il candidato (o candidata) presidente del Centrosinistra. È la proposta che arriva da Sinistra civica ecologista, in vista delle elezioni del 2027. Tra i municipi in bilico c’è l’VIII, visto che l’attuale presidente Amedeo Ciaccheri è al secondo mandato, ed è proprio da questo territorio che la scelta del nome del prossimo candidato minisindaco ha acceso particolarmente gli animi dentro al Pd, determinato, secondo quanto apprende RomaToday, a strappare un candidato “suo”."Dovrà essere un nome del Pd – riferiscono più fonti dem– questo deve essere chiaro. Non accetteremo candidati da altri, men che meno da Sinistra civica ecologista, che è ormai una costola del Pd, quindi non c’è ragione che si impunti su un suo nome". E Sinistra civica ecologista risponde con una proposta.Il ballo dei minisindaci di centrosinistra: chi resta, chi parte, chi sogna in grandeSce: “Primarie ovunque ci sia un cambio di presidenza”“Ogni legittima ambizione va trattata con cura, ma crediamo che una comunità politica e una storia come la nostra anche vada trattata con rispetto. Alla fine il giudizio più importante è sempre quello dei cittadini" fanno sapere da Sinistra civica ecologista.La priorità, in questa fase, "resta quella di dare continuità al lavoro del sindaco Roberto Gualtieri. È quello che stiamo facendo come Sce in tutti i municipi: guardiamo ‘a tutta Roma’, come abbiamo chiamato la nostra grande assemblea del 10 maggio al Monk, per aggregare le realtà civiche, sociali e politiche, singole personalità che condividono la stessa visione di città e parlano la stessa lingua, quella della cura dei territori, della prossimità, della cura dei servizi e della partecipazione. Ma guardiamo anche quei mondi vivi, dinamici, in fermento che già fanno tanto per questa città e a cui vogliamo dire che insieme possiamo continuare farlo anche sul piano del governo e delle politiche pubbliche”.Elezioni 2027, il campo largo si spartisce i municipi. Con la grana di Garbatella da risolvereE poi: “Proprio per questo pensiamo che sarebbe un bel bagno di democrazia fare le primarie ovunque ci sarà un cambio di presidenza. Nei municipi in cui si apre una nuova fase, le primarie possano rappresentare lo strumento più efficace e democratico: in fin dei conti è così che si è scelto il nome di Gualtieri. Sce è una forza leale, ma autonoma e indipendente. Siamo pronti a correre ovunque con nostri candidati, con spirito costruttivo e accettando il giudizio popolare. Il Pd non ha nulla da temere essendo noi una piccola forza: sarebbe opportuno verificare sul campo le figure migliori, municipio per municipio, senza scorciatoie o regali. Noi ad esempio 10 anni fa le abbiamo verificate sul campo e ci è capitato di vincere. Basta essere pronti ad accettare il giudizio popolare. E noi lo siamo”.Tra i territori da assegnare, oltre a quello di Garbatella, ci sono: il II (Del Bello non può ricandidarsi e tenterà il salto in Comune), il VI (unico andato alla destra nel 2021), VIII (Ciaccheri come Del Bello), il X (per Falconi il motivo principale è anagrafico) e il XV (Torquati, secondo quanto si apprende, potrebbe ricandidarsi, ma punta al Comune). La sfida di Garbatella, Vetrugno: “Prima il metodo, poi i nomi. Ma sarei contenta se si candidasse una donna”E, tornando alla Garbatella, il nome di Sinistra civica ecologista che è stato più volte tirato in ballo come papabile candidata per il dopo-Ciaccheri è quello di Francesca Vetrugno, attuale assessora municipale alla Scuola, politiche educative e di genere: “Io sono impegnata a governare – spiega la diretta interessata a RomaToday -. A fare bene, sulle mie deleghe, al fianco del presidente Ciaccheri e insieme a una coalizione politica e sociale, larga e coesa. Per quanto riguarda il futuro, prima si scelga il metodo: e le primarie sono un buon metodo visto che abbiamo individuato così il nome di Ciaccheri. Prima il metodo, poi verrà il tempo dei nomi”.E poi: “Sono cresciuta politicamente in una comunità che dà valore alla dimensione collettiva e alla partecipazione e soprattutto all’interesse generale. E di questo sono orgogliosa. A maggior ragione, penso che la vicenda degli assetti municipali non è una vicenda che riguarda le carriere dei singoli. Noto inoltre che si fa un continuo chiacchiericcio solo su nomi maschili, parlando di questo municipio usando termini come ‘roccaforte’ o simili: idee e parole di forza e di proprietà, non un bel segnale. Sarei contenta se ci fosse una donna in futuro: non come ‘quota rosa’, ma come espressione naturale della determinazione, della serietà e della competenza del contributo di tante donne nelle centinaia di iniziative e attività che ogni giorno segnano questo territorio e fanno vivere questa comunità”.Dal Pd, secondo quanto apprende RomaToday, i nomi che più stanno circolando sono quelli degli assessori municipali Luca Gasperini (Lavori pubblici) e Claudio Mannarino (Ambiente), quello del presidente del consiglio municipale, Samuele Marcucci, e soprattutto della capogruppo del Pd in Assemblea capitolina, Valeria Baglio