Aggiungi come fonte il Giornale di Sicilia
«Anomalie e clima di opacità e reticenze sulla gestione amministrativa degli interventi abitativi». Ancora prima di quello aperto a livello giudiziario, il fascicolo con alcune circostanze sospette nel rilascio di nulla osta e residenze per abitare negli alloggi popolari era stato preparato dallo stesso Comune. Molti di quei riscontri sono confluiti nella indagine avviata dai carabinieri che ha portato al sequestro di atti e documenti negli uffici di via Montalbo. Episodi accertati già quando, dai rilasci fatti esclusivamente «a mano» dal personale, si è passati alla digitalizzazione di tutte le pratiche, con l’effetto di controlli non più aggirabili sui requisiti per ottenere la casa a canone agevolato. Ma prima le «sviste» l’avrebbero fatta da padrone.Badanti chiamate ad assistere «temporaneamente» anziani titolari di case popolari poi rimaste per sempre nell’immobile dopo la morte delo stesso. Ma anche cugini e nipoti che improvvisamente decidevano di spostare per esigenze di breve periodo la residenza nelle palazzine di Comune e Iacp ma che di fatto le occupavano abusivamente. Sempre con quelle autorizzazioni ufficiali ottenute in via Montalbo. Un escamotage, è adesso il sospetto, per fare diventare definitivo il già illegale (nessuna verifica sullo status di questi richiedenti) provvisorio permesso di residenza.









