Dopo quasi due mesi di attesa, martedì mattina l’operaia 59enne di Montecassiano colpita da un tumore al cervello è riuscita finalmente ad avere il referto della biopsia dall’ospedale Torrette di Ancona. Ma perché ha dovuto aspettare così tanto? Il caso ha suscitato tante reazioni e nei giorni scorsi lo staff dell’assessore Paolo Calcinaro si è mosso per fare chiarezza sulla vicenda. Dalle verifiche interne alla struttura organizzativa dipartimentale (Sod) di Anatomia patologica non sarebbero emerse criticità nei tempi di esecuzione: trattandosi di un caso particolarmente complesso per gli aspetti istologici, ha richiesto un lungo tempo di ragionamento e formulazione diagnostica. Per l’esecuzione in step di diverse indagini diagnostiche di primo, secondo e terzo livello, i tempi si sono allungati. Secondo le ricostruzioni, due campioni sono arrivati all’Anatomia patologica il 23 marzo (giorno dell’intervento), per una consultazione estemporanea, e il 24 marzo. Il caso da subito sarebbe stato riconosciuto come estremamente urgente ed entrambi i campioni sono stati avviati alla processazione preanalitica il 26 marzo, con produzione di vetrini istologici per la lettura morfologica il 30 dello stesso mese. Un patologo dello staff lo ha esaminato e ha richiesto esami di secondo livello, includendo marcatori di possibile natura neoplastica. La produzione dei vetrini è stata completata il 2 aprile. Nella discussione al microscopico, la notevole complessità del caso ha consigliato ulteriori approfondimenti, ovvero esami di terzo livello e di tipo molecolare. Questi ultimi sono stati completati tra il 30 aprile e l’8 maggio. In base ai risultati ottenuti, sarebbe stato rivalutato il quadro complessivo del caso formulando la diagnosi definitiva nella giornata del 18 maggio, ovvero lunedì. Nel frattempo il reparto ha ricevuto diversi solleciti nelle fasi in cui gli esami erano ancora in corso. Per sollecitare la risposta, l’avvocato Antonietta Mellone mercoledì scorso aveva scritto all’Ast, e venerdì pomeriggio all’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro. Lunedì mattina la segreteria di quest’ultimo aveva risposto annunciando che si sarebbe attivato. E martedì la situazione si è sbloccata. "Finalmente, dopo la pubblicazione dell’articolo, i familiari della paziente sono riusciti ad avere i risultati della biopsia. Ora la signora potrà accedere alle cure necessarie", aveva spiegato l’avvocato. Il tumore diagnosticato purtroppo è molto aggressivo, e servono subito chemio e radioterapia.