HomeCultura e SpettacoliL’Orestea di Eschilo nella periferia di Milano"Una tragedia un po’ da stalla". Così definì Testori il suo "SdisOrè". Riferendosi soprattutto al fatto che la Orestea di...“SdisOrè“ di Giovanni Testori con maschere e marionette al teatro FontanaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Una tragedia un po’ da stalla". Così definì Testori il suo "SdisOrè". Riferendosi soprattutto al fatto che la Orestea di Eschilo si ritrovava calata nella piccola periferia milanese. Dalla Reggia di Micene all’Hinterland. Cosa che avrebbe messo pesantemente in discussione qualunque eroe. Poveri, grigi Atridi brianzoli! Nel 1991 riletti nell’abituale linguaggio spurio, quell’inafferrabile dialetto lombardo esasperato da continui furti di derivazione latina, spagnola, francese, inglese. Scrittura ricca. A tratti sorprendente. Impossibile da affrontare con pigrizia.

Qui in uno spettacolo nato intorno alla Bottega Amletica Testoriana, l’ampio progetto didattico firmato da Antonio Latella insieme a un bel gruppo di giovani interpreti. Fra questi Evelina Rosselli. Che molto ha sorpreso con questo suo "SdisOrè", regia del Gruppo Uror, il 22 e il 23 maggio al Teatro Fontana nella rassegna "Welcome to Italy". Un monologo. Per attrice, marionette e maschere (realizzate da Caterina Rossi). Dinamica scenica che ricorda i lavori di Marta Cuscunà. Con Rosselli a interpretare una sorta di narratrice, uno spirito libero del teatro che di volta in volta si trasforma in Oreste o nella mostruosa Clitemnestra, in Egisto o nella triste Elettra, dalle fattezze decisamente sconvolte. Coro anomalo. Che accompagna fino alla vendetta. In un orizzonte visionario e grottesco. Da non perdere.