Firenze, 21 maggio 2026 – Era la mattina del 21 maggio 1972, domenica di Pentecoste, quando il geologo australiano László Tóth, verso le 11 e 30, scavalcò la balaustra, si avvicinò a quella che è tra le sculture cristiane più note al mondo, la Pietà di Michelangelo, e con un martello colpì la figura della Madonna alla testa, le staccò il naso e il braccio sinistro. Venne fermato e immobilizzato da visitatori e guardie. Quel giorno Papa Paolo VI si recò davanti alla statua a pregare. La notizia del danneggiamento fece il giro del mondo. Il capolavoro michelangiolesco è stato restaurato, tuttavia c'è qualcosa che forse in molti non hanno notato guardando la Pietà di Michelangelo, custodita nella Basilica di San Pietro a Roma. Un dettaglio per certi versi impercettibile ma intrigante. La presenza, nel volto del Cristo, di un dente in più, il quinto incisivo centrale, che all'epoca veniva considerato il 'dente del peccato', ma in realtà dal punto di vista odontoiatrico ha un nome ben preciso: mediodens (presenza di denti in sovrannumero). Perché il Cristo fu scolpito con un incisivo in più? La ragione è che così sembra assumere, prendere su di sé, tutti i peccati del mondo. A evidenziarlo è stato tempo fa lo storico dell'arte Marco Bussagli: "L'idea del quinto incisivo come dente del peccato in realtà è precedente a Michelangelo, l'esempio più antico è la Pietà di Lorenzo Salimbeni - evidenzia lo storico, che per primo ha identificato questo dettaglio dedicando al tema diversi testi -. Oltre a Michelangelo, che lo utilizzò pure in alcuni volti del Giudizio Universale, compare anche in Botticelli, nel Demonio delle illustrazioni della Divina Commedia". Anche la bellissima Cleopatra di casa Buonarroti ne possiede uno, perché considerata 'lussuriosa'. Maurizio Costanzo
La Pietà di Michelangelo, lo sfregio e quel particolare: Cristo ha un ‘dente in più’
Non è un caso che l’artista abbia scolpito il quinto incisivo centrale, ecco perché lo fece e cosa significa







