Volley. 21 maggio 2026 alle 00:14

C’è una giocatrice sarda nella Nazionale di volley. E questa volta non si parla né di Alessia Orro, né dell’Italia di Julio Velasco, ma dell’Under 22 di Gaetano Gagliardi, che a luglio volerà nei Paesi Bassi per gli Europei di categoria. Nei primi due collegiali in preparazione dell’evento è stata scelta anche Sofia Moss, di Tortolì, schiacciatrice classe 2007. L’ultimo anno con il Club Italia, squadra federale dove negli anni sono passate le campionesse di oggi, è stata l’ennesimo tassello nel suo percorso di crescita e a stagione conclusa, la ciliegina della chiamata con le Azzurrine. «Non me lo aspettavo», racconta Sofia che dopo la stagione sul taraflex è nel pieno della preparazione per l’esame della maturità, «me lo hanno comunicato dal vivo. Nello stesso Centro Federale Pavesi dove mi sono allenata tutto l’anno, lavorano anche le varie Nazionali. In quei giorni c’era l’allenatore del- l’Under 22, che dopo avermi vista mi ha detto di volermi aggiungere alle convocate».

E pensare che qualche anno fa, era in dubbio su qualche sport seguire con costanza: se il tennis di papà Diego o la pallavolo di mamma Roxana, entrambi argentini. Nel dubbio, fino ai 15 anni, Sofia Moss si è impegnata in entrambi. Poi un’esclusività d’obbligo. E La scelta sembra aver ripagato. Perché ad appena 15 anni, si trasferisce a Cagliari e con l’Alfieri gioca da protagonista in B2 e vince a livello giovanile. Poi, nell’estate 2024, il Volleyrò Casal de Pazzi la chiama. «Trasferirmi a Roma è stato all’inizio molto faticoso, ma nella squadra eravamo tutte coetanee e che vivevano fuori casa. Stare con persone che potevano capire mi ha aiutato». Il suo gruppo di U18, oltre a sfiorare i playoff di Serie B, raggiungerà alla fine il terzo posto alle Nazionali. E una volta concluso il percorso nelle giovanili, una di quelle chiamate che non si possono rifiutare: «Dopo le finali con il Volleyrò, mi ha voluto il Club Italia». Dove è cresciuta Alessia Orro: «Quando mi hanno chiamato non potevo crederci. Con questa esperienza capisci davvero com’è la vita da professionista».