Le immagini mostrano decine di persone raggomitolate sulle proprie ginocchia, con le mani dietro la schiena e i polsi ammanettati con delle fascette di plastica. In mezzo a loro c’è un uomo grassoccio, in camicia nera, che brandendo una bandiera israeliana grida con voce ansante: «Benvenuti in Israele, siamo noi che comandiamo qui!». E poi, rivolgendosi agli altri presenti, perlopiù agenti dello Shin Bet: «Guardate come sono ridotti ora! Questi non sono eroi, sono sostenitori del terrorismo! Perciò chiedo a Netanyahu di consegnarmeli per lungo tempo, per metterli in prigione con gli altri terroristi!».
L’UOMO CHE GRIDA è il ministro della sicurezza nazionale di Tel Aviv, Itamar Ben Gvir, e questo è il modo in cui, ieri mattina, ha accolto al porto di Ashdod i 425 attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali dall’esercito israeliano. Il video della grottesca performance ha fatto rapidamente il giro del mondo, suscitando stupore soprattutto tra i non conoscitori del curriculum del ministro.
L’arte di infierire sugli indifesi è infatti una delle più note specialità di Ben Gvir, il quale – come ampiamente documentato sulle sue stesse pagine social – è solito eseguire periodici blitz nelle carceri dove sono rinchiusi i prigionieri politici palestinesi, farli sdraiare a terra e deriderli senza pietà davanti alle telecamere. A fargli compagnia, ieri mattina, è poi arrivata la sua collega Miri Regev, titolare del dicastero dei trasporti, che – sempre in favore di camera – ha tuonato: «Vi assicuro che costoro non hanno portato nessun aiuto umanitario! Questi arrivano drogati e ubriachi e sono sostenitori del terrorismo! Il loro posto è in carcere!». Tra gli attivisti inquadrati c’è anche la ex candidata alla presidenza della Toscana Antonella Bundu, la cui imbarcazione, la Don Juan, è stata tra le ultime a essere assaltate dai marò della Shayetet 13, nel pomeriggio di martedì.










