HomeFirenzeCronacaRagazzino di 17 anni annegato in piscina a Firenze. Chiesta la condanna per i due bagniniI due, 61 e 27 anni, sono accusati di cooperazione in omicidio colposo e violazione del regolamento che prevede, tra l’altro, il divieto di nuoto in apnea, circostanza che si sarebbe verificata in quella tragica circostanzaUn'aula di tribunaleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 4 maggio 2026 – Per la procura "non avrebbero sorvegliato adeguatamente” la piscina i due bagnini indagati per la morte del 17enne marocchino annegato a giugno 2022 alla Costoli. È per questo che la pm Christine Von Borries, alla fine della requisitoria di oggi, 4 maggio, ha chiesto la condanna a un anno per entrambi i bagnini. I due, 61 e 27 anni, dipendenti di Aquasport Ssd - società che aveva vinto l’appalto indetto dal Comune per la gestione della piscina di Campo di Marte - sono accusati di cooperazione in omicidio colposo e violazione del regolamento che prevede, tra l’altro, il divieto di nuoto in apnea, circostanza che si sarebbe verificata nella vicenda. Secondo l’accusa i due imputati avrebbero dovuto richiamare il giovane per impedirgli di nuotare in apnea.

I fatti

La tragedia si è consumata in una giornata spensierata di quasi estate, di ormai quattro anni fa. Un tuffo in piscina da cui non è più riemerso. Il giovane, immigrato di nazionalità marocchina, minore non accompagnato in Italia, era stato portato alla Costoli da un educatore del centro “Gli Argini”. Con lui, c’erano altri ospiti della cooperativa d’accoglienza che ha sede a Bagno a Ripoli. L’episodio è accaduto poco prima di mezzogiorno. Il 17enne, che aveva comunicato al suo accompagnatore di essere in grado nuotare, si era immerso nella vasca olimpionica, la più grande e profonda dell’impianto comunale. Lì poi è successo l’imprevedibile: il ragazzo è sprofondato giù, senza risalire.