Gli Stati Uniti stringono la morsa su Cuba. In una escalation senza precedenti, il Dipartimento di Giustizia ha svelato l'incriminazione di Raul Castro, il novantaquattrenne ex presidente cubano e fratello di Fidel Castro, e di altre cinque persone. L'accusa è di omicidio e cospirazione finalizzata all'uccisione di cittadini americani e nasce dall'abbattimento di due aerei del gruppo di assistenza umanitaria Brothers to the Rescue vicino alle coste dell'isola.
"Vogliamo che affronti la giustizia qui. C'è un mandato d'arresto e ci aspettiamo che si presenti volontariamente o per altre vie", ha detto il ministro della giustizia americano ad interim Todd Blanche. In caso di condanna, alcuni degli imputati rischiano la pena dell'ergastolo.
Raul Castro, che il prossimo 3 giugno compirà 95 anni, rischia invece fino a cinque anni di reclusione per ognuno dei capi di accusa mossi nei suoi confronti per la distruzione degli aerei. "Il tentativo di incriminazione è un'azione politica priva di fondamento giuridico", ha tuonato il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel. "E' un circo che stanno allestendo per giustificare un'aggressione militare contro Cuba", ha rincarato la dose l'ambasciatore di Cuba presso l'Onu Ernesto Soberon Guzman con il New York Times.











