Un ultimo sforzo per raggiungere la Champions League, novanta minuti di tensione con un popolo in apprensione. Il Milan si gioca tutto con il Cagliari domenica sera a San Siro davanti a 70mila spettatori. Servirà massima concentrazione perché da quella partita sarà determinato il futuro del club e della squadra. Così Massimiliano Allegri cerca di replicare - almeno internamente - le condizioni della scorsa settimana. R

itiro da venerdì, non punitivo, ma per ricreare quella bolla di isolamento per mantenere l'attenzione senza farsi condizionare dalle voci, dai rumors e dalle indiscrezioni che raccontano di una società disunita, dal futuro incerto. La posizione di Tare sembra essere quella maggiormente in bilico, probabilmente perché è più semplice dire addio all'ultimo dirigente arrivato in rossonero dandogli tutte le responsabilità. In realtà sembra che manchi un uomo forte, competente, che abbia l'ultima parola ma che sia in grado anche di ascoltare tutte le componenti, non solo la proprietà. Da lunedì si capirà come verrà disegnato il nuovo Milan, ci si confronterà e Gerry Cardinale prenderà delle decisioni sui dirigenti. La Champions è l'ago della bilancia tra una stagione accettabile e il fallimento. Ma anche quelle che saranno le intenzioni e le disponibilità per il prossimo mercato potranno influire su alcune scelte, in primis quella di Allegri. Il momento è delicato. La probabile presenza di Cardinale anche a San Siro, dopo essere stato al Ferraris domenica scorsa, è un chiaro segnale in questa direzione. La sensazione, comunque, è che serva un cambio di marcia. La squadra deve essere rivalutata, alcuni giocatori sembrano ormai a fine ciclo.