Sarebbe stato un familiare di Antonella De Ielsi e Sara Di Vita a ucciderle con la ricina. La svolta sulle indagini del duplice omicidio di Pietracatella emerge dal capo di imputazione individuato dalla procura: omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e dal mezzo venefico. Anche se l’accusa rimane ancora contro ignoti, gli inquirenti indicherebbero dunque tra i parenti di madre e figlia i possibili autori dell’avvelenamento con la rara tossina durante una cena prima di Natale, avvenuto forse anche in più momenti.
Il nuovo capo di imputazione sul duplice omicidio di Pietracatella
Le ricerche sulla ricina
L'avvelenamento di madre e figlia
Il nuovo capo di imputazione sul duplice omicidio di PietracatellaIl cambiamento del capo di imputazione, come riportato dalla trasmissione La Vita in diretta, è stato messo nero su bianco dalla procura nell’avviso di convocazione delle parti nella giornata di venerdì 22 maggio per gli accertamenti sui sette dispositivi elettronici sequestrati dall’abitazione della famiglia Di Vita.Si tratta di due telefoni iPhone, due smartphone, due modem, un tablet e un pc, da cui i pm contano di trovare file, messaggi e informazioni delle cronologie internet che possano fornire informazioni per fare chiarezza sull’avvelenamento.ANSALe ricerche sulla ricinaSecondo quanto riportato da Adnkronos, agli investigatori del reparto Sco (Servizio centrale operativo), incaricati degli accertamenti tecnici non ripetibili, la procura di Larino chiede di cercare nei dispositivi dati utili su eventuali ricerche sul web relative alla ricina, anche da parte delle due vittime.Al momento nessuno risulta ancora iscritto nel registro degli indagati, ma da quanto riferito dalla Vita in diretta sarebbero quattro o cinque le persone al centro dell’attenzione dei pm e a breve saranno ascoltati nuovamente Gianni Di Vita, la cugina Laura e la zia Maria.L’avvelenamento di madre e figliaStando alle indiscrezioni riportate dalla trasmissione di Alberto Matano, tra le novità dell’inchiesta ci sarebbe inoltre l’ipotesi che l’avvelenamento di Sara Di Vita e Antonella De Ielsi non si sia limitato alla cena del 23 dicembre.









