Sami Paakkarinen, esperto sub-speleologo, che ha riportato in superficie i corpi dei 4 italiani morti alle Maldive, al Corriere della Sera: «Non rischi di entrare accidentalmente in una grotta»
Sami Paakkarinen, speleosub di fama internazionale capace di raggiungere profondità fino a 140 metri, ha preso parte insieme ad altri tre colleghi alle operazioni di ricerca e recupero dei quattro italiani nella grotta di Alimatha. Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino, recuperate oggi, e Federico Gualtieri e Monica Montefalcone, nella giornata di ieri. In un’intervista a Sara Gandolfi – inviata a Malè del Corriere della Sera – ha definito l’intervento «complesso ma portato a termine con successo», esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto. «Provo un grande sollievo perché abbiamo potuto aiutare», ha dichiarato. L’esperto ha inoltre sottolineato come le immersioni in grotta richiedano una «pianificazione più accurata rispetto a un’immersione normale» e competenze altamente specializzate. «E per immergerti a oltre 60 metri – prosegue -, hai bisogno di gas subacquei oltre all’aria. Si chiamano trimix. Sono una miscela di ossigeno, azoto ed elio, che riducono l’effetto narcosi in profondità. Così resti lucido».










