L'eurodeputata traccia la rotta per l'autonomia europea: possibili un'Italia e un'Ue alimentate al 100% da fonti rinnovabili. Centrale la necessità di trattenere le materie prime critiche per il riciclo interno e difendere il mercato dell'acciaio dalla sovraccapacità cinese con misure anti-dumping mirate

All'Unione europea "manca" la lungimiranza dimostrata dalla Cina in materia di politica industriale: per restare al passo dovrebbe sposare definitivamente una direzione e allineare i finanziamenti di conseguenza. Lo afferma Benedetta Scuderi, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Greens/Efa) e membro della Commissione Industria, ricerca ed energia al Parlamento europeo, nel corso della diretta "Lavori in Corso" dell'Adnkronos.

Come rileva l'eurodeputata, la direzione "deve essere quella della transizione", decisa per motivi sia ambientali che strategici dal momento che implica l'aumento dell'autonomia strategica tramite l'allontanamento dai combustibili fossili. "Dobbiamo fare delle scelte politiche che vadano in quella direzione, sempre e comunque, ma soprattutto metterci i soldi, perché è questo quello che ha fatto la Cina, che ora si trova in una situazione di grandissimo vantaggio competitivo", sottolinea. A tal proposito, Scuderi rileva che nel Fondo sulla competitività europea da 230 miliardi ipotizzato per il bilancio Ue 2028-2034 prevede solamente 26 miliardi alla voce transizione.