In linea con quanto accaduto negli ultimi anni nel resto dell’Europa, e soprattutto negli Stati Uniti, anche in Italia i casi di morbillo stanno aumentando in modo pericoloso. Preoccupa anche il profilo dei contagiati: “Nove su dieci dei casi del 2026 non sono vaccinati”.

Nemmeno l'Italia è immune alla pericolosa recrudescenza dei casi di morbillo registrata negli ultimi anni in Europa e negli Stati Uniti. Qui, durante la scorsa primavera, il morbillo, da malattia dichiarata dagli Stati Uniti come ufficialmente eliminata nel 2000, ha dato origini a diversi focolai, con i dati più allarmanti registrati in Texas e New Mexico, dove, complici i bassi tassi di vaccinazioni e l'ideologia no vax, è scoppiata una vera e propria epidemia di morbillo. Tre persone sono morte, la prima era una bambina di sei anni non vaccinata.

Anche in Europa, dopo la fine della pandemia, il morbillo è tornato a diffondersi toccando numeri che hanno messo in allerta gli esperti. Già nel 2025 l'Italia è stato uno dei paesi con più casi (1.097), secondo solo alla Romania e ai suoi 27.568 casi (dati Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche). Oggi a rinnovare l'allarme sono gli esperti della Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp): secondo i nuovi dati appena diffusi infatti nei primi mesi del 2026 i casi di morbillo in Italia sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2025. Le cause dell'aumento dei casi Anche in questo caso – avvertono gli esperti – la causa principale è il calo nelle vaccinazioni: "Quando la copertura vaccinale scende sotto la soglia critica del 95%, il morbillo può tornare a circolare", anche in modo abbastanza repentino. Secondo Fno Tsrm e Pstrp a preoccupare oggi è anche il profilo delle persone più frequentemente colpite: siamo infatti abituati a pensare al morbillo come una malattia prettamente pediatrica, ma in realtà possono contrarla anche gli adulti, ovviamente se non sono vaccinati o non hanno completato il ciclo di vaccinazione. Attualmente infatti "oltre il 90% non è vaccinato e l’età media si è spostata tra i 28 e i 31 anni".