Genova – La sostituta procuratrice Eugenia Menichetti ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione per Salvatore Panzica. Il sessantottenne che lo scorso novembre aveva accoltellato l’ex compagna Maria M., una pensionata di 75 anni. Colpita sei volte con un coltello nell’abitazione di quest’ultima in via Montemoro, a Montoggio. L’uomo, accusato di tentato omicidio e tuttora detenuto, era stato bloccato dai carabinieri all’interno di una cascina di proprietà della donna nel bosco, dove si era nascosto. Dopo l’allarme dato da una vicina della settantacinquenne.
Oltre alla pm, mercoledì nattina ha discusso anche il difensore di Panzica, l’avvocato Luca Rinaldi, che ha chiesto la derubricazione del reato contestato in lesioni aggravate. La sentenza, salvo cambiamenti, sarà pronunciata il 17 giugno prossimo. La vittima era stata ricoverata in rianimazione. Ieri è stata invitata ad allontanarsi dall’aula, dopo aver esternato la sua rabbia nei confronti dell’uomo.L’aggressione era avvenuta nel tardo pomeriggio del 22 novembre scorso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la convivenza della coppia era finita circa un mese prima. E Panzica non avrebbe accettato l’interruzione di quella relazione. I militari avevano sentito a lungo la vicina di casa della settantacinquenne e l’amica che era in casa con la prima. Queste avevano spiegato ai carabinieri di aver sentito Maria M. gridare dal suo appartamento: «Aiuto, aiuto, mi sta ammazzando». Le due erano accorse, avevano trovato la porta di casa socchiusa ed erano entrate. Così avevano visto Panzica tenere con una mano bloccata la settantacinquenne e con l’altra tapparle la bocca, cercando di non farla più urlare. Una delle due testimoni aveva preso il telefono per chiedere aiuto. Ma, ha raccontato agli investigatori, il sessantottenne lo aveva afferrato e gettato a terra, calpestandolo. Infine, era scappato via. È stato lui, una volta individuato grazie ad alcune informazioni fornite dai testimoni, a indicare ai militari dove trovare il coltello, con una lama di 14 centimetri. Con il quale aveva inferto diversi colpi alla ex partner.L’uomo, interrogato durante l’udienza di convalida del fermo al quale era stato sottoposto, aveva spiegato di essersi presentato a casa di Maria M. per chiederle di saldare un debito per alcuni lavori edili. Per questo sarebbe nata una lite accesa. Al culmine della quale sarebbe stata addirittura la settantacinquenne a cercare di colpirlo scagliandogli addosso dei barattoli di sugo di pomodoro, insultandolo. A quel punto, aveva detto lui alla giudice Martina Tosetti, si sarebbe infuriato e, adocchiando un coltello da cucina, aveva colpito al fianco la donna una sola volta. Mentre le altre lesioni da taglio - ad addome, ventre, schiena e ascella, secondo quanto accertato dai medici - per l’uomo Maria M. se le sarebbe provocate da sola. Rotolando a terra in maniera convulsa e finendo più volte sopra la lama del coltello caduto sul pavimento. Un’ipotesi che la giudice aveva ritenuto inverosimile. Confermando la carcerazione.







