Ergastolo confermato in Appello per Giovanni Salamone nel processo per l’omicidio della moglie Patrizia Russo. Lo ha deciso la Corte d’Assise d’Appello di Torino oggi, mercoledì 20 maggio, confermando la condanna emessa in primo grado dai giudici del Tribunale di Alessandria. Accolta anche la richiesta della difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Salvatore Pennica, di accesso al programma di giustizia riparativa.

Il femminicidio nel 2024 Patrizia Russo, 53 anni, insegnante, era stata uccisa dal marito il 16 ottobre 2024 nella loro abitazione di Solero. Secondo la ricostruzione nella sentenza di primo grado, l’omicidio maturò al culmine di una lite legata a difficoltà economiche: la donna si sarebbe rifiutata di consegnare 250 euro necessari a coprire una scopertura sul conto corrente. Dopo l’aggressione, avvenuta con numerose coltellate, Salamone chiamò i carabinieri confessando il delitto. Per i giudici, le problematiche economiche e psichiatriche emerse nel corso del processo «non hanno inciso sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato».

La difesa continua, però, a contestare il movente indicato dalla Procura, che aveva parlato di «omicidio di potere», sostenendo invece che si sia trattato di un gesto senza movente, maturato in un momento di follia. Respinta anche la richiesta di perizia psichiatrica. Il legale ha annunciato ricorso in Cassazione dopo il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro 60 giorni.