«Giovanni Salamone va condannato a 21 anni». È la richiesta avanzata oggi, lunedì 9 giugno al Tribunale ad Alessandria, dal pubblico ministero Andrea Trucano nel processo per il femminicidio di Patrizia Russo del 16 ottobre dello scorso anno a Solero.

Era stato lo stesso Salamone a chiamare i carabinieri e a confessare fin da subito di aver colpito a morte la donna.

“Venite, ho ucciso mia moglie”. Ma resta il mistero sul movente

Durante l’esame in aula, l’uomo ha raccontato di «essere stato posseduto da Satana» e di «non essere riuscito a difendere la moglie». La perizia psichiatrica lo ha ritenuto totalmente capace di intendere e di volere.

L’udienza si è aperta con un cambio difensivo dello stesso Salamone: l’imputato è ora difeso dall’avvocato Salvatore Pennica di Agrigento.