Venti posti letto, pronti ad accogliere i primi pazienti già dal 25 maggio: l’ospedale di comunità di Carignano, ricavato nell’ex nosocomio cittadino che per anni aveva rischiato di cadere nell’oblio dopo la chiusura negli anni’90, apre finalmente i battenti. L’inaugurazione Inaugurata ieri, la struttura di via San Remigio rappresenta un traguardo significativo per il territorio dell’Asl To5, frutto di un percorso condiviso con la Regione Piemonte per rafforzare la sanità territoriale. Un modello innovativo che mira a decongestionare gli ospedali, destinato a pazienti che necessitano di assistenza a «bassa intensità» clinica ma con bisogno assistenziale continuativo: un «ponte» tra ospedale e territorio, con l’obiettivo di dimissioni protette, prevenire ricoveri impropri e accompagnare il rientro a domicilio attraverso percorsi integrati.

Le esigenze del territorio «L’ospedale di Comunità di Carignano rappresenta un passaggio importante nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale dell’Asl To5 – introduce il direttore generale Bruno Osella – I bisogni assistenziali della popolazione stanno cambiando profondamente: aumentano le fragilità, le cronicità e la necessità di percorsi di cura sempre più vicini alle persone e alle famiglie. Questa struttura nasce per offrire una risposta concreta a questi bisogni, garantendo continuità assistenziale tra ospedale e territorio». Come è fatta la struttura Nei 1100 metri quadri della struttura, interamente al piano terreno (al secondo piano si sviluppano i locali dell’Hospice Faro, che ha riqualificato anche la facciata dell’ex ospedale), trovano posto 10 camere singole e 5 doppie, tutte con bagno privato, oltre a palestra e studi medici. I costi e l’organizzazione Il costo complessivo ammonta a 3 milioni di euro finanziati con fondi Pnrr, cui si aggiungono circa 600mila euro per arredi e attrezzature. Si tratterà di una struttura a trazione infermieristica, con assistenza garantita tutti i giorni, 24 ore su 24, con strumenti di telemedicina (teleconsulto, telemonitoraggio e televisita). Il personale sarà composto da 8 infermieri, altrettanti Oss, 1-2 fisioterapisti, un caposala e un medico di riferimento. «Questo presidio si inserisce nel più ampio piano di edilizia sanitaria della Regione Piemonte da quasi 5 miliardi di euro, che punta a ripensare il modello organizzativo della sanità pubblica investendo sulla prossimità», ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi.