Roma, 20 mag. (askanews) – La mostra “Giovanni Amendola: il valore della democrazia”, aperta da oggi a palazzo del Seminario, è “un’occasione per riscoprire e apprezzare la sua personalità attraverso documenti, testimonianze e materiale inèdito dell’archivio privato conservato dalla famiglia”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel suo saluto inaugurale.
“Le sezioni dell’allestimento – ha sottolineato – ripercorrono tutta la sua vita e permettono di comprendere fino in fondo il valore del contributo amendoliano alla causa della democrazia. Amendola coltivò fin da giovane una solida formazione attraverso la letteratura, gli studi filosofici, il giornalismo e la frequentazione di ambienti culturali. Questo acceso fervore intellettuale lo porterà a impegnarsi in politica in prima persona”.
“Nella sua analisi sui problemi dell’Italia liberale – ha ricordato il presidente della Camera – associò la crisi del sistema alla perdita dei valori risorgimentali, che a suo giudizio era colpevole di snaturare l’azione di governo. Per questo sostenne l’esigenza di una nuova classe dirigente capace di saldare le aspirazioni e i bisogni della società italiana con gli ideali della democrazia. Era un obiettivo ambizioso, ma la situazione generale appariva ormai compromessa dall’ascesa del fascismo e dalla violenza dello squadrismo. Amendola ravvisò e denunciò fin da subito la natura totalitaria, eversiva e reazionaria del regime mussoliniano. Lo fece quando ancora in pochi avevano compreso il pericolo che incombeva sul Parlamento e sulle libertà statutarie. Guidò con determinazione l’opposizione aventiniana. Lo stesso Matteotti lo riconobbe nel suo celebre discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924”.







