Dopo la sentenza della Cassazione che ha annullato le precedenti assoluzioni della Corte d'Appello, si riapre la vicenda giudiziaria per maltrattamento di animali e la struttura è nuovamente sequestrata

Torna sotto sequestro, in conseguenza della pronuncia di Cassazione, il canile Dog Center di Sant'Ilario dello Ionio, al centro di una lunga vicenda giudiziaria che ha avuto anche risonanza nazionale.

Condannato in primo grado dal tribunale a 5 anni e 4 mesi di reclusione per maltrattamento e abbandono di animali, il titolare era stato successivamente assolto dalla Corte d'appello e lo scorso aprile aveva ottenuto di riaprire il canile privato convenzionato. Pochi giorni dopo è però arrivato il colpo di scena con la sentenza della Cassazione.

Una decisione significativa, perché la suprema corte ha smantellato il precedente assunto, secondo cui le gravi condizioni igienico-sanitarie accertate nel canile non erano ritenute imputabili al gestore, che si trovava in difficoltà economiche a causa dell'inadempienza del Comune nel pagamento delle rette.

Secondo la corte d'appello le carenze riscontrate e le gravi condizioni dei cani non erano state perpetrate (come nella fattispecie di reato) in modo gratuito o con crudeltà e intenzione di cagionare lesioni e sofferenze. Quella sentenza rilevava che il fatto penale non sussiste perché era stato effetto della insostenibilità economica della struttura, a causa dei pagamenti non corrisposti dal Comune - uno status comprovato dal fatto che nella stessa situazione si è trovato il commissario dopo il sequestro del canile trovando nel conto corrente della struttura poche centinaia di euro e un importante credito vantato nei confronti dell'ente pubblico.