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Dopo 52 anni Haiti tornerà a giocare i Mondiali di calcio, che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. La qualificazione, raggiunta il 18 novembre del 2025, è stata per molti versi inaspettata, essendo arrivata a discapito della Costa Rica, che aveva preso parte alle ultime tre edizioni. Soprattutto Haiti vive da anni una situazione politica interna profondamente instabile, con molte zone del paese sotto il controllo delle bande criminali.
Haiti si qualificò ai Mondiali per la prima volta nel 1970, all’epoca della dittatura di François Duvalier, che l’anno seguente sarebbe stato sostituito dal figlio 19enne Jean-Claude. Il regime cadde solo nel 1986 e lasciò il paese in pessime condizioni; ne seguì una lunga fase di violenza e incertezza economica e sociale, e oggi Haiti è considerato il paese più povero delle Americhe.
Negli ultimi vent’anni Haiti ha subìto vari disastri e sconvolgimenti, in particolare nel 2004 un colpo di stato e nel 2010 un terremoto, che causò danni per miliardi di euro e centinaia di migliaia di morti, favorendo anche la diffusione di un’epidemia di colera. Nel 2021 il presidente Jovenel Moïse fu assassinato da un gruppo di mercenari stranieri, gettando il paese in una nuova crisi, aggravata da un secondo terremoto. Nell’ottobre del 2025 Medici Senza Frontiere ha dovuto chiudere il suo ospedale nella capitale Port-au-Prince, divenuta ormai troppo pericolosa per il personale della ong, e a maggio ha sospeso tutte le attività in città.










