“Ritratto di famiglie”. Al plurale. Perché non è vero che di mamma ce n'è una sola, e anche le famiglie sono tutte diverse. Ma quelle raccontate nella mostra così intitolata – aperta fino al 22 maggio nel foyer di Palazzo Pirelli a Milano – hanno un elemento in comune: un figlio o una figlia omosessuale / transgender. A crearla per e con Agedo (Associazione genitori di omosessuali) Milano è stata Alle Bonicalzi, fotografa e filosofa, attivista e divulgatrice. Protagoniste sedici famiglie che hanno accettato di partecipare, raccontarsi e dialogare con il visitatore. Ne parliamo con la presidente di Agedo Milano Cinzia Valentini, che intreccia la sua storia con quella di tanti altri genitori diventati la sua “famiglia d'elezione”.
Come e quando è nata questa mostra, ospitata nella prestigiosa sede regionale grazie al consigliere Luca Paladini?
“L'idea è emersa un paio di anni fa dal confronto con Alle. È rimasta nel cassetto per un po', poi abbiamo deciso che i tempi erano maturi. Soffia un vento reazionario su questo temi in Italia e non solo. Le conquiste che sembravano acquisite vengono messe in discussione. E poiché soprattutto in certi ambiti il personale è politico, con questa mostra vogliamo amplificare il messaggio e rendere pubblico, apertamente manifesto e socialmente rilevante ciò che troppo spesso rimane assente, ai margini, non visibile. I nostri figli e le nostre figlie esistono e vogliono essere riconosciuti, ci auguriamo che in molti, visitando la mostra, possano immedesimarsi e riconoscersi in queste immagini, nei nostri abbracci, nei nostri sguardi”. Una delle fotografie della mostra “Ritratto di famiglie” di Alle Bonicalzi







