L’ex allenatore della nazionale femminile Under-19 della Repubblica Ceca, Petr Vlachovsky, è stato radiato a vita dall’Uefa dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver filmato di nascosto alcune giocatrici mentre facevano la doccia o si cambiavano negli spogliatoi. L’indagine ha stabilito che, tra il 2019 e il 2023, Vlachovsky aveva registrato 15 atlete utilizzando una telecamera nascosta all’interno del suo zaino.

L’Uefa ha inoltre chiesto alla Fifa di rendere valida la squalifica a livello mondiale e alla Federcalcio ceca di ritirargli la licenza da allenatore. In precedenza, nel 2023, Vlachovsky era già stato condannato per detenzione di materiale pedopornografico, ricevendo una pena di un anno di carcere con sospensione condizionale. Una decisione che aveva generato polemiche per una pena ritenuta inadeguata ai fatti. Le giocatrici coinvolte hanno descritto l’accaduto come profondamente traumatico, raccontando di aver sviluppato problemi come ansia, paura di dormire e disagio nei luoghi pubblici. Secondo l’Uefa, la radiazione a vita rappresenta un provvedimento indispensabile per tutelare le atlete e garantire ambienti sportivi sicuri.

“L’Organo di Controllo, Etica e Disciplina (Cedb) della Uefa ha deciso di vietare al signor Petr Vlachovskì di esercitare qualsiasi attività legata al calcio per tutta la vita, e ha inoltre deciso di chiedere alla Fifa di estendere il divieto sopra menzionato a livello mondiale“, si legge nella nota ufficiale della Uefa. La decisione è stata accolta in maniera positiva dai sindacati FIFPRO e da FIFPRO Europe, che hanno seguito il caso passo dopo passo, aiutando le vittime. Le organizzazioni hanno definito la squalifica un segnale importante contro ogni forma di abuso nel calcio, sottolineando la necessità di proteggere il benessere delle giocatrici. “Decisioni come questa sono un importante passo verso la garanzia che le persone che violano questi standard vengano rimosse dal gioco”.