Rinnovabili, accumuli, reti e flessibilità sono ormai il cuore industriale della sicurezza energetica italiana, ma la transizione continua a scontrarsi con autorizzazioni lente, accettabilità sociale fragile e una struttura del mercato ancora segnata dal peso del gas. È il quadro delineato dal nuovo Irex Annual Report 2026 di Althesys, presentato a Roma nel corso dell’evento Liberare l’energia. Rinnovabili, reti, accumuli oltre la crisi globale, alla presenza, tra gli altri, dell’amministratore delegato del Gse Vinicio Mosè Vigilante e del direttore generale di Irena Francesco La Camera.

Il rapporto mostra che nel 2025 l’industria italiana delle rinnovabili ha continuato a investire, anche se in rallentamento dopo il picco dell’anno precedente. Le operazioni censite sono state 1.365, per 37,1 GW e 51 miliardi di euro. Il fotovoltaico domina per numero di operazioni, con 761 iniziative pari al 56% del totale, mentre l’eolico onshore – 12 GW e 15 miliardi di euro – e gli accumuli guidano per valore.

Lo storage è il segmento più dinamico: gli impianti stand alone sono triplicati, passando da 33 a 106, trainati dall’asta Macse e arrivando a 9,2 miliardi di euro. Il mercato italiano continua inoltre ad attrarre capitali esteri, con 18,6 miliardi di euro destinati a fotovoltaico, eolico onshore e accumuli, pari al 36% del totale degli investimenti. Il dato è rilevante perché racconta una trasformazione ormai industriale, non più solo ambientale.