Un'inchiesta congiunta di Radio France, RTBF e RTS accusa Nestlé e Danone di aver ritardato notifiche e richiami dopo la scoperta di una tossina nel latte artificiale per neonati distribuito in oltre 65 Paesi. Tutti i dettagli

La gestione dei richiami di latte artificiale contaminato riporta sotto i riflettori Nestlé e Danone, mentre nuove inchieste giornalistiche e analisi precedenti sollevano dubbi sui tempi di intervento, tra notifiche alle autorità, blocchi di produzione e prodotti rimasti nei canali distributivi in diversi Paesi.

LE INCHIESTE E LE ACCUSE DI RITARDO

Secondo un’indagine congiunta di Radio France, RTBF e RTS, Nestlé avrebbe ritardato l’allerta alle autorità europee riguardo alla presenza di cereulide, una tossina in grado di provocare vomito e diarrea e considerata particolarmente rischiosa per i neonati.

La sostanza era stata rilevata in un ingrediente fornito dalla cinese CABIO Biotech e utilizzato anche da Danone e Lactalis, circostanza che ha portato a richiami in oltre 65 Paesi e a un’ampia attenzione da parte delle autorità e dei consumatori.