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La situazione di Stellantis global è "molto delicata", e in Italia è "a dir poco emergenziale". A delineare il quadro sulle condizioni del principale costruttore di veicoli nel nostro Paese è stato il segretario nazionale Fiom Cgil, Samuele Lodi, che durante la conferenza stampa organizzata dal sindacato metalmeccanico per illustrare le proprie proposte per il rilancio dell'azienda, ha elencato i numeri negativi accumulati negli ultimi anni. Dati "in rosso", dall'occupazione alla produzione, arrivati nonostante i miliardi di finanziamenti statali ricevuti nel corso degli anni.Oltre 12mila posti persi in 5 anniIl primo dato drammatico riguarda proprio i lavoratori. In base ai bilanci di Stellantis analizzati dalla Fiom, negli ultimi cinque anni in Italia sono andati "in fumo" 12.265 posti di lavoro, fino a raggiungere il numero complessivo di 30.046. "A pesare - come è stato spiegato durante la conferenza - sono sicuramente le uscite volontarie, gli esuberi dichiarati nel 2024 sono stati 3.700 e 2.352 nel 2025, per un totale di 6.052, a questi si aggiungono 1.048 richieste di uscite volontarie nella prima parte del 2026". Inoltre, sempre secondo il sindacato circa il 56% degli addetti di Stellantis è interessato da ammortizzatori sociali.Numeri "in rosso"Secondo quanto rilevato dalla Fiom alla vigilia dell'investor day di Stellantis, la produzione di automobili in Italia ha subito un drastico calo di 590.722 unità tra il 2004 e il 2025, un passivo che raggiunge i 619.642 veicoli se si considerano anche i mezzi commerciali leggeri. La parabola discendente trova conferma nel confronto tra gli ultimi due anni, con una produzione totale che è scesa dalle 479.938 unità del 2024 alle 381.094 del 2025. Nel dettaglio dell'ultimo anno, le vetture prodotte sono state 214.376 rispetto alle 289.154 dell'anno precedente, mentre i furgoni commerciali si sono attestati a 166.718 unità contro le 190.784 del 2024. Il trend negativo si estende anche ai primi quattro mesi del 2026, periodo in cui sono stati fabbricati complessivamente 150.349 veicoli, suddivisi tra 79.063 automobili e 71.286 mezzi commerciali."Stellantis - si legge nello studio della Fiom - continua a perdere quote di mercato, sia in Italia che in Europa. Tra il 2020 e il 2025 in Europa ha perso 6,1 punti percentuali (-620mila veicoli). Sempre tra il 2020 e il 2025 in Italia Stellantis ha venduto 122mila veicoli in meno, riducendo ulteriormente la sua quota di mercato che ha perso 11,2 punti percentuali, mentre in Francia le vendite si sono ridotte di 197mila veicoli, con una perdita di 8,8 punti percentuali di quota di mercato. E' evidente che Francia e Italia sono i Paesi più colpiti dal calo delle vendite in termini di volumi".Il sindacato ha denunciato anche la totale assenza di nuove risorse economiche: "Nel corso degli anni non ci sono stati investimenti e interventi sui macchinari, sugli impianti e sulle linee da parte di Stellantis tali da poter riuscire a produrre quel famoso milione di vetture all'anno". Una "mancanza" registrata al netto degli aiuti statali ricevuti negli ultimi decenni, che arrivano a sfiorare i 19 miliardi di euro. Infatti, secondo un recente studio di Unimpresa, dal 2000 in poi il gruppo Fiat, successivamente diventato Fca e infine Stellantis, ha ricevuto circa 18,68 miliardi di euro di risorse pubbliche tra contributi diretti, incentivi, prestiti garantiti dallo Stato e cassa integrazione.Nel dettaglio, circa 4 miliardi di euro sono stati stanziati come contributi per gli investimenti fino al 2019, a cui si aggiungono altri 100 milioni di aiuti di Stato erogati nel periodo compreso tra il 2016 e il 2024. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, la spesa complessiva per la cassa integrazione ammonta a 1,43 miliardi di euro, suddivisi tra i 446 milioni legati a Fca e i 984 milioni riferiti a Stellantis. Nel corso dell'emergenza pandemica del 2020, Fca ha inoltre beneficiato di un prestito da 6,3 miliardi di euro assistito da garanzia statale, in seguito rimborsato in anticipo dal gruppo automobilistico. Ulteriori canali di finanziamento pubblico includono circa 2,7 miliardi di euro provenienti dal fondo automobilistico e 800 milioni derivanti dagli ecoincentivi per l'acquisto di vetture nuove, oltre ai 3,35 miliardi investiti dallo Stato nel polo produttivo di Melfi tra il 1991 e il 2020. I dati elaborati dal Centro studi di Unimpresa evidenziano però come, a fronte di questo imponente supporto economico, l'organico dell'azienda sia sceso di circa 10.000 unità tra il 2021 e il 2023, mentre nello stesso arco temporale Stellantis ha deliberato cedole agli azionisti per 16,4 miliardi di euro, di cui circa 2,7 miliardi sono stati incassati dalla holding della famiglia Agnelli.Il marchio MaseratiCiro D'Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, ha anche affrontato il tema del marchio Maserati: "Nello stabilimento di Modena, la produzione effettiva di Maserati è di 5 auto al giorno, che non significa vendere 5 auto al giorno: molte di quelle auto finiscono inutilizzate sui piazzali. Su Maserati va definito un piano specifico di rilancio del marchio, altrimenti è a rischio scomparsa". Infine, il sindacato chiede che il dossier arrivi direttamente sul tavolo della premier Meloni: "Il tavolo automotive al Mimit non ha prodotto nulla, anzi, è stato dannoso. Il dossier passi alla Presidenza del Consiglio, per rilanciare l'automotive e Stellantis nel nostro Paese. Non ci fidiamo più di Urso".